L’Organizzazione mondiale della sanità esprime indignazione per il presunto attacco chimico in Siria

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha espresso la sua preoccupazione per il presunto attacco chimico avvenuto l’8 aprile scorso in Siria a Douma, enclave a nord-est della capitale Damasco.
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“Dovremmo tutti essere indignati per queste orrende notizie e immagini da Douma- ha dichiarato Peter Salama, vice direttore generale per la preparazione e la risposta alle emergenze dell’Oms – l’Organizzazione chiede accesso immediato senza vincoli alla zona per fornire cure alle persone colpite, per valutare i danni sanitari, per dare una risposta sanitaria pubblica globale”.
Humanitarians are given crumbs, in terms of safe access for our convoys in #Syria.
But 5.6 million Syrians in acute need CANNOT live on crumbs.
My update to the @UN Security Council today: https://t.co/Dwzlf36b2q
— Mark Lowcock (@UNReliefChief) 27 marzo 2018
Le testimonianze dalla zona colpita, una delle ultime roccaforti dei ribelli siriani, riportano di settanta morti e le immagini di bambini e donne con le maschere per l’ossigeno sembrano confermare l’ipotesi di un attacco chimico.
Gli Stati Uniti hanno promesso una risposta dura e immediata contro il regime di Bashar al-Assad, il forte capo di Stato della Siria e strettissimo alleato della Russia.
Su questo il presidente Usa Donald Trump ha twittato nella tarda mattinata di mercoledì 11 aprile un messaggio eloquente: “La Russia giura di abbattere tutti i missili sparati contro la Siria. Preparati Russia, perché arriveranno, belli e nuovi e “intelligenti!” Non dovresti essere partner di un animale che uccide con il gas la sua gente e si diverte!”
Russia vows to shoot down any and all missiles fired at Syria. Get ready Russia, because they will be coming, nice and new and “smart!” You shouldn’t be partners with a Gas Killing Animal who kills his people and enjoys it!
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 11 aprile 2018
Dopo le tensioni scaturite dal caso Skripal, la miccia siriana giura di essere un ulteriore motivo di forti tensioni tra l’Occidente e Mosca.
(Foto credits: Ansa/Zumapress)