I macellai di Napoli potranno esporre gli agnelli in vetrina

29/03/2018 di Redazione

L’avevano ribattezzata «ordinanza degli agnelli». Il comune di Napoli, qualche giorno fa, aveva vietato ai macellai di esporre nelle proprie vetrine le carcasse di animali destinati alla vendita. Un provvedimento che era arrivato proprio a ridosso della settimana di Pasqua quando gli addetti ai lavori sono soliti esporre gli agnelli e i capretti che – tradizionalmente – vengono consumati in questo periodo.

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ORDINANZA AGNELLI NAPOLI, LA BOCCIATURA DEL TAR

Oggi, il Tar della Campania ha bocciato il provvedimento emesso dalla giunta di Luigi De Magistris. Fino al 24 aprile – quando la discussione passerà in camera di consiglio -, i macellai potranno continuare a fare quello che hanno sempre fatto, esponendo al pubblico le carni in vendita all’interno dei loro esercizi commerciali.

«Il divieto di esporre carne macellata – aveva scritto nel suo ricorso l’Aicast (Associazione Industria Commercio Artigianato Servizi e Turismo) – incide sulla vendita che ha già subito nel tempo una grave crisi, con il conseguente danno grave e irreparabile per i commercianti». Oltre a questo aspetto, inoltre, l’ordinanza prevedeva una multa di 500 euro per i macellai trasgressori: un impatto non indifferente per la loro attività.

ORDINANZA AGNELLI NAPOLI, NON RAVVISATE LE QUESTIONI IGIENICO-SANITARIE

Il Tar ha accolto la richiesta dei ricorrenti, in base alla quale – in ottemperanza alle norme igienico-sanitarie – non ci sarebbe alcuna motivazione legata alla salute dei cittadini. Per giustificare l’ordinanza, infatti, il comune di Napoli aveva addotto questioni di natura sanitaria. Un provvedimento che ha strozzato in gola l’urlo delle associazioni animaliste, molto d’accordo con l’ordinanza firmata dall’assessore alle Politiche Sociali Roberta Gaeta.

(FOTO DI REPERTORIO: Ciro Fusco/ANSA/DEF)

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