L’Oms teme che la seconda ondata di coronavirus possa fare 50 milioni di morti

di Federico Pallone | 26/06/2020

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  • Ranieri Guerra, direttore dell'Oms, è convinto che il coronavirus si stia comportando come Spagnola

  • Giù in estate e ripresa in autunno

L’epidemia da coronavirus «si sta comportando come avevamo ipotizzato» e «il paragone è con Spagnola che si comportò esattamente come il coronavirus: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata». È quanto ha detto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), durante la trasmissione ‘Agorà’, in onda su Rai 3, rispondendo in merito alla lettera di esperti che hanno parlato di “emergenza finita”.

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Parlando poi dei nuovi focolai che si sono verificati a Mondragone e a Bologna, Ranieri Guerra ha detto: «Non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso. Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. È inevitabile che ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa». Rispondendo poi a una domanda sul rischio di essere contagiati tramite la consegna di pacchi attraverso i corrieri, Guerra ha così risposto: «Il coronavirus si trasmette attraverso due dimensioni: vicinanza e durata della vicinanza. Passando vicino a una persona infetta non ci si contagia, mentre ci si infetta parlando a distanza ravvicinata per 20-30 secondi continui con una persona, o se questa tossisce e starnutisce».

Poi, in merito al distanziamento sociale, Ranieri Guerra dice: «Mi è capitato di prendere dei treni e mi sembra che la distribuzione di posti a sedere a scacchiera stia funzionando bene dal punto di vista del distanziamento». Le regole di distanziamento servono perché «nei due giorni precedenti all’insorgenza dei sintomi, si è contagiosi», ha precisato. Quanto agli asintomatici veri e propri, «hanno sintomi talmente blandi che non contribuiscono in modo significativa alla trasmissione del virus, perché la carica virale è collegata, anche se in modo non lineare, alla gravità dei sintomi».

Chiosa finale sul vaccino: «L’Italia è pronta per vaccinare il 100% della popolazione contro l’influenza, secondo le indicazioni fornite dal ministero della Salute. Da questo punto di vista, i vaccini ci sono e vengono resi disponibili ogni settembre, in base alla valutazione prospettica dei ceppi virali circolanti».

[CREDIT PHOTO: SCREENSHOT DALLA PUNTATA DI AGORA’]