L’Ocse, come prevedibile, taglia le stime di crescita dell’Italia

di Enzo Boldi | 02/03/2020

Ocse

Le previsioni non erano floride neanche prima dell’emergenza Coronavirus. Ora, però, la situazione è destinata a peggiorare drasticamente per l’Italia e non solo. Le stime dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sulla crescita italiana – e non solo – nel 2020 portano a uno scenario di stagnazione economica nel nostro Paese. Se la Commissione Europea aveva previsto un +0,3% di Pil, a grande distanza da tutti gli altri Stati membri -, ora si parla di una crescita zero che penalizzerà ancor di più la situazione italiana.

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Una crescita zero che, in un mercato economico in costante trasformazione ed evoluzione, ha un significato che va oltre lo stesso concetto di stagnazione. Perché se già all’inizio dell’anno si parlava di profonde ombre e pochissime luci, adesso il Coronavirus segna una sorta di punto di non ritorno per l’economia. Perché se l’Italia è ferma – e, presumibilmente, continuerà a esserlo – anche il resto d’Europa non se la passa meglio. Se l’emergenza dovesse proseguire anche nei prossimi mesi, infatti, anche nel resto del mondo la situazione sembra non essere delle più rosee.

L’Ocse, il coronavirus e la previsione di crescita zero in Italia

Secondo le stime dell’Ocse, infatti, il perdurare della situazione delle ultime settimane – annessa ai flussi economici e alle tensioni internazionali sul tema dazi e similari – potrebbero portare a una previsione dell’1,5% di crescita del Pil, contro quel 2,4% previsto a inizio anno. E che la situazione sia preoccupante a livello mondiale non è una notizia nuova, visto che nelle ultime settimane (e l’Italia ne è l’emblema) si sono registrati moltissimi fattori negativi che non indirizzano la strada verso la crescita. Numeri che non fanno ben sperare per il prossimo futuro, con particolare attenzione alle sofferenze già palesi del nostro Paese.

(foto di copertina: da Pixabay)