E ora cosa farà il ministro Lamorgese con i 50 migranti salvati dalla Ocean Viking?

di Gianmichele Laino | 09/09/2019

Ocean Viking
  • La Ocean Viking ha salvato 50 persone in acque internazionali

  • Per il nuovo governo M5S-Pd-LeU è il primo banco di prova per una discontinuità sui migranti

  • Come si comporterà il nuovo ministro Luciana Lamorgese?

Il primo banco di prova per il governo formato da M5S-Pd-LeU è arrivato. La Ocean Viking ha appena salvato 50 persone e si sta per rivolgere a Malta e all’Italia per chiedere un porto sicuro in cui sbarcare. Ovviamente, si tratta di un momento chiave per capire se questo nuovo governo sarà davvero all’insegna della discontinuità rispetto al precedente che, sull’immigrazione, era nettamente a trazione leghista.

Ocean Viking con 50 migranti, prima prova per il nuovo governo

La Ocean Viking è la nave delle ong Sos Méditerranée e di Medici senza Frontiere. Ha salvato 50 naufraghi da morte certa nelle acque internazionali del Mediterraneo. Tra le 50 persone a bordo, ci sono anche 12 minorenni e una donna incinta. Una delle tante situazioni che Matteo Salvini avrebbe affrontato sventolando il testo del decreto sicurezza-bis (votato anche da una parte di questo nuovo esecutivo), chiudendo i porti italiani alla nave delle ong.

Ora Luciana Lamorgese si troverà nei panni di nuovo ministro dell’Interno. Questo suo ruolo le darebbe sia la possibilità di firmare un atto ‘salviniano’ di negazione del porto sicuro, sia quella opposta di giudicare la nave come inoffensiva per la sicurezza del Paese e quindi darle un approdo in cui sbarcare. Le pressioni sono tutte sul Viminale, anche se il Partito Democratico – in questi giorni di trattative per la formazione del nuovo governo – avrà senz’altro studiato una possibilità del genere e il comportamento da tenere in questa circostanza.

Le posizioni dei partiti della maggioranza sull’Ocean Viking

Anche perché alcuni esponenti della nuova maggioranza stanno già premendo sull’esecutivo per adottare una linea di svolta rispetto agli scorsi 15 mesi di divieti e negazioni. Nicola Fratoianni, ad esempio, ha detto che LeU è pronta a passare all’opposizione se non si dovesse trovare una soluzione organica per le navi delle ong che salvano vite in mare. Il deputato ha affermato di essere pronto a salire nuovamente sulle imbarcazioni delle non governative come eventuale manifestazione di dissenso nei confronti di ipotetiche scelte di governo non conformi con gli ideali che hanno animato il Pd e gli altri movimenti di sinistra negli ultimi 15 mesi con Salvini al Viminale. Dopo la fiducia da ottenere in Parlamento, il nuovo governo – e in modo particolare il Pd – deve trovare quella di chi, in questo periodo all’opposizione, ha sempre pensato che fosse un reato non salvare le vite in mare.

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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