Napoli, nel primo giorno di coma nessuno del governo è andato da Noemi

di Redazione | 06/05/2019

Noemi
  • Nessun esponente del governo è ancora andato a far visita a Noemi

  • Possibile la presenza di Matteo Salvini nella giornata di oggi

  • Lo Stato dovrebbe essere accanto alle vittime della camorra

Non sarebbe stata una semplice passerella elettorale. Anzi, forse proprio per questo – nelle prime ore di come della piccola Noemi, la bambina di 4 anni ferita nel corso di un agguato di camorra a Napoli – nessun rappresentante del governo si è recato all’ospedale Santobono, dove la bambina è ricoverata in terapia intensiva.

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Noemi, ancora nessun rappresentante del governo in visita

Nella giornata di ieri, invece, è stata la volta del presidente della Camera Roberto Fico e del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Due figure istituzionali che, tuttavia, non fanno parte del governo che afferma – attraverso il suo ministro dell’Interno – di combattere in maniera risoluta la camorra.

La lotta alla camorra avrebbe avuto un segnale fortissimo nella presenza di esponenti del governo, in massa, all’ospedale di Napoli dove è ricoverata la piccola Noemi. Quest’ultima ha un polmone perforato da un proiettile e sta ancora lottando tra la vita e la morte. Sui social network di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini un post che possa ricordare quanto accaduto a Napoli arriva soltanto dopo decine di altri messaggi della loro campagna elettorale in vista delle europee e delle amministrative del 26 maggio.

Il significato di una visita a Noemi dopo l’agguato di camorra

Non è escluso, tuttavia, che Matteo Salvini possa trovare il tempo di passare in ospedale nella giornata di oggi, nel corso del suo tour elettorale che, guarda caso, proprio il 6 maggio fa tappa in Campania. Lo stesso vale per Luigi Di Maio, conterraneo di Noemi, che non potrà certo permettere che Salvini si intesti da solo questa battaglia contro la camorra. A volte i gesti sono importanti. Una visita alla bambina potrebbe valere più di mille parole o di messaggi sui social network. Ovviamente purché sia sentita e purché non si trasformi nella solita macchina da voto.

Andare in quella stanza di ospedale, infatti, significherebbe far capire alla gente che lo Stato è vicino al popolo campano che quotidianamente combatte la sua battaglia contro la camorra. Significherebbe testimoniare la forte presenza della Repubblica in alcune zone che, spesso, sembrano funzionare in maniera indipendente dal resto del Paese. Significherebbe lanciare il messaggio della legalità, in un momento così difficile e che rischia di portare via con sé un’altra vittima innocente.

FOTO: ANSA/CESARE ABBATE/

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