Giorgia Meloni accusa l’Europa per la morte di Noa Pothoven

di Enzo Boldi | 05/06/2019

insulti Giorgia Meloni
  • Giorgia Meloni ha voluto dedicare un post Facebook alla morte di Noa Pothoven

  • Accusa l'Europa di "offrire alle vittime di violenza solo la possibilità della morte per alleviare il dolore"

  • Una verità distorta dato che la giovane 17enne non ha "usufruito" della legge sull'eutanasia volontaria

La notizia della morte della giovane olandese Noa Pothoven ha scosso il mondo. La vasta eco per quanto accaduto ha avuto ampi riflessi anche in Italia dove, come spiegato a Giornalettismo da Marco Cappato, è stata raccontata una verità diversa rispetto a quanto accaduto realmente. La 17enne, infatti, non è morta per via della legge sull’eutanasia, ma perché ha deciso autonomamente di privarsi di cibo e acqua. Nessuna «iniezione letale», ma una scelta consapevole per porre fini alla sua vita diventata insopportabile da quella violenza sessuale quando era ancora più giovane. E per questa morte, cruda e atroce soprattutto per la storia che l’ha accompagnata, Giorgia Meloni ha deciso di incolpare (anche) l’Europa.

La leader di Fratelli d’Italia ha lasciato a un post su Facebook il suo pensiero sulla morte di Noa Pothoven, considerandola, giustamente, una sconfitta per l’essere umano. Poi, però, punta il dito contro le istituzioni che, secondo lei, non hanno fatto nulla per tutelare la ragazza e supportarla: «È la sconfitta di un’intera civiltà che ha smesso di difendere la vita, è la sconfitta di un’Europa che non riesce a stare a fianco alle donne vittime di violenza». Che sia una sconfitta per l’umanità non può che essere una verità, dato che il numero di donne e ragazze vittime di violenze è in una continua e preoccupante ascesa.

Il post di Giorgia Meloni sulla morte di Noa Pothoven

La storia di Noa Pothoven, però, sembra essere differente. I quotidiani olandesi – che hanno citato l’autobiografia delle giovane olandese e alcune sue vecchie interviste – hanno parlato di scelta consapevole e autonoma, senza ‘usufruire’ della legge sull’eutanasia volontaria. Alle 17enne non era stata concessa. Anzi, le era stato detto di seguire un percorso di cura fino ai 21 anni. Noa, però, ha scelto di porre fine alla propria esistenza privandosi di cibo e acqua, fino a far sopraggiungere la morte. Né l’Europa, né l’Olanda potevano far di più di quel che hanno fatto.

No, l’eutanasia non c’entra

E anche sulla questione eutanasia Giorgia Meloni commette un errore, dato che non è stata l’iniezione letale a uccidere Noa Pothoven. La leader di Fratelli d’Italia dice che continuerà «a lottare contro la cultura della morte, contro una società insensibile che abbandona le persone fragili e offre alle vittime solo la possibilità di morire per alleviare il dolore». Ma non è questo il caso. Come non era il caso di puntare il dito nei confronti dei soliti ‘nemici’. La morte altrui non deve essere utilizzata per fare propaganda.

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)