Nicola Zingaretti indagato per finanziamento illecito: «Ho fiducia nella giustizia, non mi faccio intimidire dal M5S»

di Gaia Mellone | 19/03/2019

  • Secondo quanto riportato dal settimanale L'Espresso il segretario del Partito Democratico risulta indagato per finanziamento illecito

  • Il nome di Nicola Zingaretti sarebbe stato fatto da Giuseppe Calafiore

  • Zingaretti respinge le accuse: «Attendo con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche»

Nicola Zingaretti sarebbe indagato per finanziamento illecito. la notizia data dalla versione online del settimanale L’espresso ha alzato un polverone sul segretario del Partito Democratico, che però respinge le accuse: «Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità».

Nicola Zingaretti indagato per finanziamento illecito

Il nome di Nicola Zingaretti sarebbe emerso durante le dichiarazioni di Giuseppe Calafiore, arrestato a febbraio 2018 insieme a Piero Amara per corruzione in atti giudiziari. I due legali hanno patteggiato rispettivamente 2,9 anni e 3 anni a testa, ma le loro dichiarazioni sembrano aver sollevato un vaso di Pandora. Dai testi dei loro interrogati, visionati da L’Espresso che dà per primo la notizia, spuntano nomi importanti della magistratura e della politica, tra cui quello di Silvio Berlusconi e Nicola Zingaretti. Il governatore del Lazio in particolare era stato citato da Calafiore mentre parlava con i pm dei suoi rapporti con Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone il quale intratteneva affari con Piero Amara ed era in buoni rapporti con Zingaretti. Calafiore spiega che Centofanti, che definisce come «lobbista che a Roma è dotato di un circuito relazionale di estrema importanza», era certo che non sarebbe mai stato arrestato, in ragione «di erogazioni che lui aveva fatto per favorire l’attività politica di Zingaretti». Secondo quanto riportato da L’espresso online,, quando i pm gli hanno chiesto di chiarire se tali erogazioni fossero lecite, Calafiore avrebbe risposto «assolutamente no», spiegando che Centofanti gli aveva in più occasioni ribadito di sentirsi tranquillo, che « non aveva problemi sulla Regione Lazio perché Zingaretti era a sua disposizione». Ad oggi, le prove di queste presunte erogazioni non sono state trovate dagli inquirenti.

Nicola Zingaretti respinge le accuse: «Mai ricevuto nulla di illecito, il M5S non mi intimidisce»

«Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita – ha detto Nicola Zingaretti respingendo le accuse –  e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità». Il governatore del Lazio e segretario del Partito Democratico ha anche risposto alle dichiarazioni fatte da diversi esponenti del Movimento 5 Stelle. Il portavoce del movimento Vittoria Baldino aveva infatti commentato la notizia diffondendo una nota in cui scrive che «il modus operandi non è cambiato. Il Pd e i suoi elettori dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda». Baldino concludeva la nota rivolgendosi direttamente al governatore del Lazio: «Zingaretti dovrebbe iniziare a spiegarci qualcosa in più su queste presunte donazioni, se ne è in grado: altrimenti sarebbe il caso di fare un passo indietro». Commenti che Nicola Zingaretti ha minimizzato come «scomposte dichiarazioni». «Comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei citttadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna – ha continuato il segretario del PD –  Ma se pensano di aggrapparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso . Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione».

 

Le parole di Zingaretti hanno però sollevato ancora più polemica. «La risposta di Zingaretti è assurda» viene scritto in una nota del Movimento. «Risponde che non si fa intimidire, ma nessuno lo sta minacciando. La verità è che sapeva di essere indagato, da quel che dice, e lo ha tenuto nascosto – continua la nota – Nessuno gli chiede di sentirsi intimidito, ma di chiarire, di spiegare. Questo fa un rappresentante dei cittadini. Spiega.È’ una questione di opportunità politica».

 

A favore di Zingaretti si è invece schierato il suo partito. Debora Serracchiani, vice-presidente e deputata del Partito democratico, su twitter scrive: «Mentre al Parlamento i gialloverdi fanno fronte per evitare che Salvini risponda alla magistratura su caso Diciotti esce la notizia di Zingaretti indagato a 48 ore dall’insediamento alla segreteria Pd. E i M5S si ricordano di essere giustizialisti».

(credits immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI – ANGELO CARCONI)