L’NFT del primo SMS inviato vale più di 100 mila euro
Vale oltre centomila euro l'NFT del primo SMS inviato nella storia dei messaggi di testo brevi via cellulare

Il mercato degli NFT si arricchisce di nuovi elementi – una delle ultime novità, la collezione di pezzi d’arte NFT lanciata da Melania Trump – e diventa sempre più evidente il suo valore. Del primo SMS al mondo diventato NFT (non-fungible token) avevamo già parlato qualche giorno fa: si tratta di una semplice scritta, quindici caratteri, che insieme formano l’augurio di buon Natale in lingua inglese «Merry Christmas». Parliamo del Natale 1992, considerato che era il 3 dicembre quando l’SMS è stato inviato dall’ingegnere di Vodafone Neil Papworth dal suo computer a un manager nel Regno Unito. L’NFT primo SMS è stato venduto all’asta, come già ampiamente annunciato, a Parigi.
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L’NFT primo SMS vale più di 100 mila euro
Precisamente 107 mila euro (ovvero 121 mila dollari): questo il valore del primo SMS mai inviato che è diventato un gettone non fungibile. Il messaggio è stato inviato tramite una rete Vodafone ed è stato ricevuto su un telefono Orbitel – uno dei primi, quelli enormi di 2 kg per intenderci -, che era in tutto e per tutto simile ai telefoni fissi con i fili che venivano utilizzati prima che la digitalizzazione prendesse il sopravvento.
Durante la vendita, raccontando la storia dell’SMS, il direttore della casa d’aste Maximilien Aguttes ha detto: «Erano nel bel mezzo di eventi di fine anno, così gli ha mandato il messaggio ‘Merry Christmas». Continua la scia di successi di opere d’arte e pezzi digitali tramutati in NFT – dai video ai meme passando per gli SMS – che arrivano a valere anche milioni di dollari quando vengono venduti.
Attualmente in Francia la vendita di beni immateriali – come non ha mancato di sottolineare Reuters – non è legale. Per aggirare questo limite la casa digitale ha scelto di confezionare il messaggio in una cornice digitale, mostrando fisicamente il codice e il protocollo di comunicazione – come ha spiegato il direttore della casa d’aste -. All’acquirente andrà la replica del protocollo di comunicazione originale che trasmise l’SMS ormai quasi trent’anni fa e il ricavato della vendita, come annunciato, finirà nelle casse dell’Agenzia delle Nazioni Unite (UNHCR) a favore dei rifugiati.