Insulti ai morti del naufragio nel Mediterraneo: «Buon appetito pesci»

di Enzo Boldi | 26/07/2019

Naufragio

A volte basterebbe prendere uno specchio per guardarsi in faccia quando si commenta con livore la notizia di una tragedia che conta centinaia di vittime. E, invece, i social rappresentano solamente lo specchio di una società avara di sentimenti e umanità che si scaglia, dando il via libera all’uso incontrollato delle dita sulla tastiera, a vomitevoli insulti contro le vittime. L’ultimo caso, dopo i tanti già raccontati in passato, arriva dopo la notizia dell’ennesimo naufragio nel Mediterraneo con 150 esseri umani inghiottiti dal mare mentre cercavano un futuro e una vita migliore lontani dai propri luoghi natii.

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Ma la gente, fomentata da una comunicazione (anche politica) che non condanna (e, a tratti, fomenta) questi atteggiamenti di insulto libero nei confronti di esseri umani che hanno perso la vita. «Mangeranno i pesci», «Peggio per loro», «Buon appetito pesci», «Potevano rimanere a casa loro». Questo è l’esempio della stupidità sdoganata dai social che permette a tutti di lasciare commenti di questo tipo senza pagarne le conseguenze.

Gli insulti alle vittime del naufragio nel Mediterraneo

La raccolta di questi capolavori dopo la tragedia del naufragio nel Mediterraneo è stata pubblicata anche da Enrico Mentana. A far riflettere sono anche le immagini di profilo di alcune delle persone che hanno avuto il ‘coraggio’ di insultare le povere vittime di una tragedia. E l’attenzione particolare va a chi ha come foto distintiva il logo con su scritto «Verità sui fatti di Bibbiano». L’emblema del populismo di chi fa finta di avere a cuore il destino di bambini quando poi sputa sulla vita umana.

Le donne grandi ‘protagoniste’

Il tutto fomentato da ideali che non possono essere definiti politici, ma solo sintomo di una società che ormai è marcia ed è stata avvelenata da alcuni esponenti della politica italiana (e non solo). A far riflettere, inoltre, è il fatto che molti dei commenti arrivino dalle donne.

 

Nel tweet di Paola Turci compare anche un commento che non riguarda il naufragio nel Mediterraneo, ma la polemica sul reggiseno non indossato da Carola Rackete, c’è anche quello di Francesca Chaouqui, già componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede e processata nel caso Vatileaks.

(Foto di archivio ANSA per strage nel Mediterraneo + commenti social)

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