Amministrative a Roma, il pasticcio Nathalie Naim

di Tommaso Caldarelli | 02/05/2016

Nathalie Naim sarà la pietra negli ingranaggi, il bastone infilato nella ruota della coalizione che sostiene Roberto Giachetti candidato sindaco alle Elezioni Comunali 2016 a Roma? La consigliera del primo municipio, eletta nel 2013 con la lista civica per Ignazio Marino, si è distinta negli scorsi anni per un azione di contrasto all’illegalità molto forte: note in tutta la città le sue battaglie contro i bancarellari ei centurioni del Colosseo, “tribù” della città che certo non hanno gradito le sue continue denunce. E che, proprio per questo, l’hanno querelata per diffamazione: un procedimento giudiziario che ha portato all’esclusione della Naim, apprezzata consigliera, dalle liste a sostegno del vicepresidente della Camera dei Deputati.

AMMINISTRATIVE A ROMA, IL PASTICCIO NATHALIE NAIM

Di Nathalie Naim avevamo parlato quando gli urtisti al Colosseo, incuranti dei divieti arrivati dalla giunta Capitolina, si erano riposizionati davanti all’Anfiteatro Flavio e, alla consigliera che pretendeva di riprenderli per denunciare la violazione, avevano iniziato a rivolgere insulti e sputi.

Questa è solo uno degli esempi del ruolo che la Naim ha avuto in città negli ultimi anni; il blog Roma Fa Schifo ha ammesso che la consigliera è stata in più occasioni una fonte diretta delle proprie campagne, fra cui quella per la famosa “Befana di piazza Navona” del 2014, che hanno portato anche alle minacce verso l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli da parte dei banconisti legati a note famiglie dell’imprenditoria romana. Per questo suo ruolo di impulso, la Naim era già malvista da alcuni settori del centrosinistra romano; stando alla sua denuncia, l’avviso di querela da parte dei bancarellari ne avrebbe definitivamente comportato l’allontanamento da parte del candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti.

Epurata. All’insegna del più rigoroso giustizialismo. Il Pd avrebbe deciso di farla fuori dalle liste del municipio I perché il suo certificato dei carichi pendenti non è “pulito”. E non lo è perché nel registro della consigliera civica, Nathalie Naim, c’è una denuncia per diffamazione a mezzo stampa da parte dei bancarellari del Tevere, quelli che tutte le estati affollano le banchine dall’ospedale Fatebenefratelli fino a Castel Sant’Angelo e hanno in concessione gli spazi a 60 centesimi al metro quadrato l’anno per subaffittarli a migliaia di euro ai locali della notte. La querela è tra l’altro condivisa con l’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che pubblicò l’articolo sull’edizione romana

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Il candidato sindaco, interpellato sempre da Repubblica che aveva sollevato il caso, ha confermato: via la Naim dalle liste, dopo l’esclusione di alcuni nomi pesantissimi (fra i quali Claudio Mancini, uno dei luogotenenti dei Giovani Turchi a Roma), la linea è, nessun carico pendente di nessun genere per nessun candidato nelle liste legate all’ex capo di gabinetto di Francesco Rutelli.

“Io ho dato una regola molto semplice: chi ha problemi con il casellario giudiziario – e non sta a me stabilire se un problema è di valore o no – non può stare in una lista che si apparenta con me. Mi dispiace perché questo ha riguardato più di un candidato ma credo che ci sia un elemento positivo”. (…) “Mi hanno chiesto liste pulite e quando parliamo di liste pulite si tratta di liste dove non ci sono persone che hanno problemi con la giustizia. Questa è l’unica regola che può valere. Mi auguro che tutti risolvano velocemente i propri problemi con la giustizia e che possano avere la possibilità di contribuire alla città in altra forma e in seguito”

Tuttavia, da molti settori del centrosinistra romano, l’esclusione della Naim è parsa subito eccessiva.

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Si tratterebbe infatti di una decisione eccessivamente penalizzante per chi ha fatto una serie di battaglie molto apprezzate in città. Di qui, l’appello dei Radicali che hanno immediatamente accolto la Naim nelle loro liste, candidandola come capolista nel primo Municipio.

I Radicali hanno così accolto la posizione sia della Naim, sia di settori del centrosinistra, e di associazioni territoriali che hanno chiesto a gran voce il reinserimento della ex consigliera nelle liste per le prossime elezioni. Il capolista dei Radicali al comune, e per qualche settimana anche plausibile candidato sindaco Riccardo Magi, si è schierato completamente a fianco della candidata.

Il folle criterio che vieta di candidarsi a chiunque abbia un procedimento in corso, a prescindere dal reato, insegue e supera i Grillini sul peggiore terreno giustizialista”, ha dichiarato Riccardo Magi.”Se poi si considera – ha aggiunto – che è stata proprio la lotta di Natalie favore della legalità e contro le lobby dell’abusivismo ben radicate a Roma a costarle questa querela, la sua vicenda appare ancora più grave ed emblematica della deriva in atto.

La questione sembra dunque chiusa: non così, però, la partita politica. Perché è oggi il termine ultimo per la presentazione delle liste per gli apparentamenti: se Roberto Giachetti tenesse il punto, rifiutando l’apparentamento con i Radicali che hanno accettato di candidare la Naim, l’intero assetto della coalizione verrebbe messo in discussione per una posizione ultra-garantista che sembra tenere poco in conto l’effettiva gravità, e storia, della vicenda giudiziaria della consigliera municipale.