Il programma di Roberto Giachetti, il candidato sindaco del PD a Roma

di Redazione | 23/05/2016

roberto giachetti programma

ROBERTO GIACHETTI PROGRAMMA

Quella del Campidoglio sarà la partita più complicata per Roberto Giachetti, costretto alla rimonta a due settimane dal voto delle elezioni 2016. Il deputato renziano vincitore delle primarie del centrosinistra (senza Sel-Sinistra Italiana) e candidato sindaco Pd rincorre la favorita pentastellata Virginia Raggi, ma dovrà anche difendersi, sondaggi alla mano, dalla candidata di Lega-Fdi Giorgia Meloni che lo tallona a poca distanza. L’unica certezza è che, salvo sorprese, per conoscere il prossimo sindaco della Capitale servirà il ballottaggio, già previsto in calendario il 19 giugno.

ROBERTO GIACHETTI E IL NODO ALLEANZE

Per Giachetti non sarà semplice succedere a Ignazio Marino, la cui amministrazione è terminata a colpi di firme dal notaio. In base ai numeri non è il favorito, anche perché paga pure lo strappo di Sinistra Italiana già in campo con Stefano Fassina, escluso e poi riammesso alle Comunali, che ha ribadito che non sosterrà Giachetti nemmeno nell’eventuale ballottaggio: «Non ci sono le condizioni programmatiche, non sosterremo né lui né altri candidati».

Tra Giachetti e Fassina pesano pure le antipatie reciproche. Ma da tempo Giachetti si dice convinto che, al di là dei niet della dirigenza di Sel-Si, un salvagente possa arrivare dal popolo dei suoi elettori: «Da quando mi sono candidato ho sempre tenuto aperto il dialogo con Sel e SI. Ho ricevuto spesso insulti e derisione. Mi dispiace, ma se questa è la risposta che mi da il ceto politico certo non verrà meno da parte mia l’accorato appello al popolo di Sel». 


Roberto Giachetti, le prime parole dopo la vittoria: «Io candidato libero, no a spartizioni di poltrone. Sia chiaro: voglio vincere le elezioni» | VIDEO

ROBERTO GIACHETTI E LA VITTORIA ALLE PRIMARIE PD ROMA 2016

Quella di Giachetti alle primarie è stata una vittoria larga, sulla quale però pesa l’ombra dell’affluenza bassa (50mila per il Pd, 42mila circa per il comitato Morassut), con un calo del 50% rispetto alle primarie che incoronarono Marino. Giachetti ha reso note le liste del Partito democratico e quelle della civica che lo sosterrà alle Comunali, con un mix tra consiglieri uscenti, società civile e nuovi esponenti dem. L’obiettivo? Risollevare le sorti del Pd dopo i guai di Mafia Capitale e la complicata gestione della fine dell’esperienza della Giunta Marino. Tradotto, l’appuntamento principale, da non fallire, restano le “secondarie”: le elezioni Roma 2016. Con un solo obiettivo. Riconquistare il Campidoglio. La squadra per il Campidoglio è già pronta: annunciata da Roberto Giachetti stesso, “scelta in piena autonomia”, due settimane prima del voto delle Amministrative.

ROBERTO GIACHETTI LISTE E GIUNTA

 «Voglio parlare forte e chiaro al Partito Democratico: fate una lista di persone pulite e belle sopra ogni sospetto, una lista di cui essere orgogliosi. Perché i romani un’altra occasione non ce la daranno e hanno ragione loro. Inoltre io giro in scooter e il carro del vincitore è quello, quindi a chi vuole salire dico: non vi affannate. In giunta porterò persone oneste e specchiate e a chi non va bene questo metodo dico: quella è la porta», aveva annunciato Giachetti subito dopo la vittoria.

Piera Levi Montalcini, la nipote del premio nobel Rita Levi Montalcini già consigliere comunale a Torino, guiderà la lista del Pd Roma. Una lista di largo profilo civico, in cui trova spazio anche Cristiano Davoli, dall’esperienza di Tappami. Ecco i nomi della lista del Pd Roma, pubblicati dal sito web di Roberto Giachetti.

Piera Levi Montalcini Paola Concia Cristiano Davoli Danilo Amelina Mariano Angelucci Valeria Baglio Salvo Barrano Erica Battaglia Elisa Boltri Mimmo Borrelli Giulio Bugarini Andrea Casu Giuseppe Cavallo Riccardo Corbucci Orlando Corsetti Adriano Costantino Alessandro Cozza Anna Crea Michela Di Biase Carla Di Tommaso Beatrice Faina Cecilia Fannunza Maria Pia Federici Roberto Fera Carla Fermariello Giuseppe Gerace Imma Giuliani Elisabetta Giustini Valentina Grippo Elena Improta Antonello Magliari Estella Marino Loredana Merluzzi Lucia Mosiello Marco Palumbo Daniele Parrucci Giulio Pelonzi Gabriella Pesa Ilaria Piccolo Fabio Pompei Arianna Quarta Andrea Sgrulletti Massimiliano Silvi Giulia Tempesta Daniela Tiburzi Marco Tolli Valentina Urbini, Giovanni Zannola

In merito al nodo alleanze, invece, non erano mancate le polemiche per l’endorsement dei verdiniani di ALA. Giachetti però ha allontanato il fantasma dell’ex sodale del Cav, Denis Verdini, che sarà invece alleato del Pd a Napoli, Caserta, Cosenza e non solo alle prossime Comunali: «Ma davvero pensate che sia Verdini il problema dei romani e non l’albero che cade sulla Laurentina o i topi in città?», aveva contrattaccato. 

ROBERTO GIACHETTI, IL PROGRAMMA PER ROMA

La costruzione del programma di Giachetti era partita però da una campagna d’ascolto durante la fase precedente alla sfida delle primarie. Eppure, non erano mancate le polemiche quando aveva parlato di un programma ancora da realizzare, a meno di due settimane dai gazebo:

Videocredit: Giornalettismo

«Qualcuno ha detto che sarebbe stata una gaffe quella di dire che non avevo ancora scritto il programma. Io rispondo che guardo Roma dall’altezza del cittadino comune, a partire dalle piccole cose e dai disagi piccoli e grandi di ogni giorno», aveva replicato il vicepresidente della Camera da un campo sportivo all’Aurelio. Una campagna d’ascolto denominata #TuttaRoma che si è conclusa poco prima del voto delle primarie.

ROBERTO GIACHETTI: «COSÌ CHIEDEREMO AIUTO AI CITTADINI PER GOVERNARE ROMA»

Più volte in campagna elettorale Giachetti ha poi rivendicato i punti principali del suo programma. Ha elencato tutte le opere «incompiute, lasciate a metà, ferite» che una politica fatta di interventi spot «ha consegnato alla città». Municipio per municipio, dal «parcheggio che non si può utilizzare perché l’entrata e l’uscita sono inagibili» alla gestione dei parchi pubblici e degli edifici dismessi che le realtà giovanili e di quartiere vorrebbero poter utilizzare: «Dobbiamo riparare ciò che è rotto, dobbiamo occuparci della manutenzione della città».

Storie non nuove, a dire la verità, per le quali resta il tema del finanziamento: «Con quali soldi? Serve un ragionamento sulle risorse, perchè bisogna ripianare il debito del Campidoglio con la flessibilità minima per ripartire». Essenziale, in questo senso, sarà il rapporto con il governo nazionale: «Chiederò un tavolo di confronto sul tema delle metropolitane, non mi dilungo a dover spiegare la situazione in cui siamo fra prolungamento della linea B da Rebibbia a Casal Monastero e sulla situazione della linea C». Sul tema dei trasporti, ancora, Roberto Giachetti ha già sposato la battaglia storica di Walter Tocci e la sua «cura del ferro»: «A Roma servono i tram, lavoreremo su quelli appena completato l’anello ferroviario».

ROBERTO GIACHETTI PRIMARIE ELEZIONI ROMA 2016 VOLANTINO

Ai tempi delle primarie del centrosinistra, poi vinte, Giachetti aveva anche presentato il suo materiale di comunicazione, un volantino pieghevole «realizzato in centocinquantamila copie, è tutto ciò che faremo per queste primarie» dall’agenzia Proforma: «Se vota n’artra vorta? E chi ce crede più» era stato il lancio di Giachetti al cittadino della capitale: «Ci credo io», risponde il candidato.

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ROBERTO GIACHETTI PROGRAMMA PER PUNTI

Resta per Giachetti un altro grande tema, la sicurezza: «Auspico, come ha detto anche il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che il personale che è in città per il Giubileo della Misericordia rimanga qui anche oltre i tempi previsti, perché la presenza dei militari abbatte fortemente la microcriminalità e le attività abusive e aumenta la percezione della sicurezza». Altro tema centrale secondo il candidato sindaco, il decentramento, che deve prendere corpo «nel più breve tempo possibile, perché mi sono convinto che sia impensabile governare questa città dal Campidoglio. I municipi devono diventare veri e propri comuni urbani e ci dovremo affidare ai cittadini e ai comitati di quartiere, alle associazioni». È la ricetta della sussidiarietà, degli affidamenti di «spazi sociali, di verde pubblico, edifici dismessi che le realtà territoriali ci chiedono di poter avere in gestione, facendosi carico della manutenzione ordinaria». D’altronde, è chiaro, i soldi non bastano per offrire servizi di ogni tipo contando solo sulla mano pubblica. E se in passato di alcune esperienze di questo genere si è fatto un uso distorto e persino criminale (ben nota la fine che hanno fatto i Punti Verde Qualità, esperimenti di affido ai privati di zone di verde pubblico, trasformatisi in alcuni casi in «vere sale slot machines», ammette Giachetti), sarebbe altrettanto sbagliato buttare via le buone intuizioni: «Dobbiamo amministrare con risorse reali e rispondere ai cittadini, oggi i controlli sono assolutamente assenti».  

Nella squadra di Giachetti, ha anticipato il candidato sindaco, ci saranno “più donne di quante ne imponga la legge” e la posizione del candidato sui consiglieri comunali uscenti è netta.

C’è un commissario del Partito e se sarò il candidato sindaco e avrò qualcosa da dire sulle ricandidature dei consiglieri comunali uscenti ne discuterò con il commissario del partito il giorno dopo le primarie. Tendenzialmente, per cultura, non sono disposto ad immolare, sull’altare del voler mostrare un cambiamento, il lavoro fatto da persone non coinvolte in scandali come Mafia Capitale”, aveva anticipato.

La partita è appena iniziata.