Se faremo i bravi, Natale (forse) sarà senza coprifuoco

L'indice Rt cala e già si pensa al cenone natalizio

14/11/2020 di Federico Pallone

Rispettare le regole. Sono queste le parole d’ordine che da Palazzo Chigi aleggiano con insistenza da qualche mese a questa parte. Dobbiamo resistere ancora, essere ligi al dovere in questo periodo di emergenza da Covid-19 per poter essere più “liberi” in un futuro ormai prossimo. Già, perché tra poco meno di un mese e mezzo è Natale. E si comincia a parlare di come sarà quest’anno il fatidico ‘cenone‘. Ma oltre a ‘come sarà’, la domanda è un’altra: si farà?

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Virologi, scienziati e politici – a cominciare dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza – sembrano essere tutti concordi su un unico pensiero: sarà un Natale diverso da quello che finora siamo stati abituati a festeggiare. Dovremo scordarci, ad esempio, i classici ‘cenoni’ con tutti i parenti, abbracci, tombolate.

Però non tutto sembra essere perduto. Con le nuove restrizioni imposte dal governo – la suddivisione delle regioni italiane in colori a seconda delle misure imposte – la curva dei contagi sta timidamente rallentando e l’indice Rt è calato. E allora sperare che sotto Natale l’Italia possa tingersi tutta di giallo non sembra essere un miraggio. Segnali e conferme che autorizzerebbero il governo a rivedere le limitazioni e – perché no – abolire il coprifuoco notturno, che al momento prevede che dalle 22 alle 5 non ci si possa muovere da casa, se non per comprovate esigenze lavorative, motivi di lavoro, di salute o per assoluta urgenza. Va da sé che se questa restrizione dovesse essere confermata sotto il periodo natalizio, risulterebbe complicato – se non impossibile – per gli italiani poter celebrare il 24 dicembre in famiglia, se non tra conviventi. Bisognerebbe stare con l’orologio puntato per far sì che entro e non oltre le 22 si ritorni a casa.

Ecco che allora, a margine del consiglio dei ministri di ieri, si è già iniziato a parlare del “tema Natale“. La divisione dell’Italia in tre colori dovrebbe in ogni caso rimanere in vigore. Con la convinzione, però, che il Paese possa tingersi tutto – o quasi – di giallo.

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