La salatissima multa del Brasile a Facebook per la questione Cambridge Analytica

La multa del Brasile a Facebook è relativa all'inoltro improprio dei dati dei cittadini a Cambridge Analytica avvenuto nel 2018

25/08/2022 di Ilaria Roncone

Si tratta di 6,6 milioni di real quella che il Ministero della Giustizia brasiliano ha riservato a Facebook per una fuga dati degli utenti del paese, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Se Facebook non impugnerà la sentenza, la cifra potrebbe essere ridotta del 25%. A prendere la decisione, come rivela il giornale finanziario fdr – è stato la Segreteria nazionale dei consumatori Senacon. Una stangata alta, nell’ordine di milioni, che percorre la direzione che tanti governi e istituzioni stanno prendendo nei confronti della cattiva gestione della privacy degli utenti sui social. La responsabilità è delle piattaforme e delle aziende che – in questo scenario – potrebbero trovarsi sempre più con a carico sanzioni di questo tipo. Scendiamo nello specifico della salatissima multa Brasile a Facebook, che ha a che vedere con il celebre inoltro dati a Cambridge Analytica nel 2018, che ha lavorato nell’ambito della campagna elettorale di Trump.

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Salatissima multa Brasile a Facebook per l’inoltro dati di oltre 400 mila cittadini

Tra gli 87 milioni di utenti nel mondo i cui dati sono stati impropriamente usati da Cambridge Analytica troviamo anche quelli di 443 mila brasiliani. Lo scopo, come è noto, era quello di fornire contenuti in target legati alla politica. Secondo l’indagine condotta la condivisione illegale e non autorizzata dai diretti interessati delle informazioni è avvenuta tramite l’installazione di un’app di test della personalità che si chiamava “This Is Your Digital Life”.

Proprio a partire dal fatto che Facebook non ha informato in maniera adeguata gli utenti rispetto alla gestione dei dati – e volendo sottolineare l’enorme gravità nel violare la privacy – ha stabilito la sanzione. Il Senacon, in particolare, il mese scorso a ribaltato una sentenza a favore di Facebook – che si voleva difendere affermando come non ci fosse segno del trasferimento dei dati dei brasiliani a Cambridge Analytica -, optando comunque per imporre la multa milionaria alla piattaforma gestita da Meta.

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