Mostra di Raffaello, il reportage dalle Scuderie del Quirinale | Video

di Thomas Cardinali | 05/03/2020

Le Scuderie del Quirinale sfidano la paura per il coronavirus e decidono di inaugurare l’attesissima Mostra di Raffaello per celebrare i 500 anni dalla morte di uno dei nostri più grandi artisti. Abbiamo avuto il piacere di essere invitati alla pre apertura dedicata alla stampa, con il non piccolo vantaggio di poter osservare le opere d’arte provenienti da tutto il mondo senza la calca di folla tipica di questi appuntamenti. C’è preoccupazione dopo il decreto del governo di ieri sera, ma le Scuderie del Quirinale hanno fatto sapere che al momento è garantita la distanza di sicurezza di un metro per i visitatori pertanto non dovrebbe esserci un rinvio.

Tornando a parlare di arte il meraviglioso viaggio organizzato da Marzia FaiettiMatteo Lafranconi è qualcosa di davvero unico per gli amanti di Raffaello, un’occasione per poter vedere vicine a pochi passi opere realizzate nello stesso periodo ma poi divise dalla storia: l’esempio più calzante è quello dei famosi ritratti dei papi, ovvero Giulio II e Leone X. Sono su due piani diversi, ma mai così vicini con quest’ultimo mai così “splendente e tirato a lucido” visto il costoso e delicato restauro a cui è stato sottoposto. La mostra di Raffaello è per i 500 anni dalla morte e proprio da lì parte il nostro viaggio, con la ricostruzione splendida della tomba in 3D visitabile al Pantheon di Roma e le opere più mature. La narrazione poi prosegue in un lungo flashback che ci accompagnerà tra le opere più celebri del grande pittore: si parte con il “San Giovanni Battista” fino ad arrivare al suo famoso “Madonna col Bambino“, una delle opere giovanili che sono esposte al secondo piano.

Un viaggio reso possibile grazie a partnership internazionali come quella col Pardo di Madrid da cui arriva “La Madonna della Rosa”, ma anche il famoso “Ritratto di Baldassare Castiglione” prestato dal Museo del Louvre. Dalla National Gallery di Londra arriva il Ritratto di Giulio II” (da non confondersi con il “gemello” rimasto nella sala degli Uffizi), ma anche “Il sogno del cavaliere” opera del 1504 e forse la più datata della mostra. I quadri però arrivano anche dall’America con l’occasione più unica che rara di ammirare “Madonna con  bambino e San Giovannino”. Prestiti dunque da tutto il mondo che permetteranno al pubblico italiano, ma anche ai tanti turisti che hanno già acquistato oltre 70  mila biglietti, di poter ammirare uno dei più grandi maestri della pittura di tutti i tempi. Ci permettiamo di soffermarci su due quadri che meglio di tutti rappresentano l’estetica pittorica di Raffaello: il primo è “Ritratto di Donna Velata” del 1513, in cui lo sguardo dell’amata del pittore sembra quasi seguirci come quello della Gioconda a dimostrazione del rispetto e dello studio di Leonardo, ma accanto c’è invece il famoso “Ritratto della Fornarina”, che Raffaello non riuscì a completare e che venne concluso dall’allievo Giulio Romano. Se osserviamo attentamente i due quadri si nota una differenza di tratto e mai come in questo caso si rafforza l’ipotesi che proprio l’allievo prediletto avesse ultimato l’ultimo capolavoro del maestro.

Mostra di Raffaello, non solo pittura

La Mostra di Raffaello però non racconta solamente del grande pittore, ma di un grande disegnatore visto che l’artista di Urbino nasce proprio così. Un amante dell’architettura e del disegno, che spesso è stato utilizzato poi da altri artisti anche per realizzare dei basso rilievi. L’opera però più affascinante è senza dubbio la famosa Lettera a Leone X scritta nel 1519 da Raffaello e conservata nell’archivio di Stato a Mantova. I disegni del grande maestro possono essere esposti per motivi di conservazione ogni 5 anni, questa mostra sarà probabilmente l’unica occasione per ammirarli tutti insieme. Un grazie speciale per questa mostra va alla Galleria degli Uffizi di Eike Schmidt (con cui abbiamo parlato anche di coronavirus), che ha prestato 50 opere di cui 9 dipinti e reso possibile tutto questo. La Mostra di Raffaello è dunque un viaggio incredibile se si considera come l’artista sia morto in giovane età, a 39 anni, e la sua scomparsa è paragonabile probabilmente a quella di Mozart e di tanti altri talenti che ci hanno lasciato troppo presto.

Restano irrisolte le domande su cos’altro la sua mente geniale avrebbe potuto regalarci, intanto le Scuderie del Quirinale ci regalano sicuramente una delle mostre più belle dei loro 20 anni di vita.

Mostra di Raffaello, le foto delle opere esposte

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