Moscovici spiega a Salvini perché il deficit francese «è tollerabile»

Per placare una polemica, ne viene scatenata un’altra. A seguito delle proteste dei gilet gialli il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato delle novità economiche, che però comporteranno lo sforamento del deficit francese, superando quel famoso 3%. La stessa percentuale che all’Italia è stata sonoramente vietata, e il dettaglio non è passato inosservato, sopratutto agli occhi di Matteo Salvini, che subito ha colto la palla al balzo: «Inaccettabile un atteggiamento nei confronti di Parigi e uno diverso nei confronti di Roma».

Salvini e Di Maio finalmente uniti: «Le regole dell’Europa devono essere uguali per tutti»

Due pesi e due misure: è questa l’accusa mossa dai due leader di governo italiano Luigi Di Maio e Matteo Salvini contro l’Unione Europea, che sembrerebbe essere permissiva verso un temporaneo sforamento del 3% del deficit francese, ma molto meno incline alla fiducia quando a proporlo è il governo italiano. «Quello che rivendicano i gilet gialli lo abbiamo nel programma di governo e nella legge di Bilancio – ha dichiarato Luigi Di Maio – Se manteniamo queste promesse, manterremo il rapporto di fiducia con gli italiani. Italia e Francia si assomigliano molto». Posizione rincarata da Matteo Salvini che afferma che «la nostra manovra è la migliore possibile, non voglio pensare all’ipotesi di due occhi chiusi a favore di Macron e sanzioni incredibili per l’Italia». Il tutto proprio nella giornata in cui il premier Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria incontreranno il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker proprio per discutere sulla manovra.

Moscovici: «Francia e Italia sono diverse»

Per placare i gialli, la Francia ha finito con il far infuriare i vicini giallo-verde d’oltralpe. Pierre Moscovici si è trovato da una parte a bocciare la manovra italiana e dall’altra ad applaudire quella del proprio presidente Macron. C’è da dire che la storia francese nell’Unione Europea ha visto più volte lo sforamento del 3%, raggiungendo addirittura in alcuni, pochi, casi, ill picco del 7%. Ma il paragone con il nostro Paese, secondo Moscovici, è infondato.  «È fuori discussione avere un trattamento privilegiato per alcuni ed esageratamente severo per gli altri» si è difeso il commissario europeo, sottolineando però che le regole «sono abbastanza sottili e complesse». Così come il diavolo si nasconde nei dettagli, le sottigliezze nascondono la possibilità per la Francia di un deficit che, seppur superiore al 3%, «può essere preso in considerazione» anche se  in modo «limitato, temporaneo ed eccezionale». A fare la differenza tra i due paesi vicini c’è il fatto che «la Commissione europea sorveglia il debito italiano da tanti anni, non l’abbiamo mai fatto con la Francia»: il belpaese sarebbe quindi meno affidabile. Ma Moscovici non vuole essere negativo, e si augura che le discussioni del summit di questi giorni a Bruxelles siano sotto il segno della «speranza di trovare soluzioni», e che i negoziati vadano a buon fine, ovvero che per l’Italia «si inverta la tendenza del debito» e per la Francia «la spesa eccessiva, che possiamo veder arrivare, sia il più possibile contenuta».

(Credits immagine di copertina:  © Ye Pingfan/Xinhua via ZUMA Wire)

 

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