In Svizzera, i supermercati Migros hanno tolto dagli scaffali i ‘Moretti’

di Enzo Boldi | 11/06/2020

Moretti

Dopo Via col Vento, anche i Moretti finiscono nel tritacarne delle polemiche per via degli stereotipi razzisti che rappresenterebbero. Per questo motivo la catena di supermercati svizzeri Migros ha deciso di togliere dai propri scaffali quei dolci, chiamati in patria Mohrenköpfe (teste di moro) dopo le ultime polemiche che sono diventate un argomento comune in seguito alle proteste per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis.

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Il dolce, prodotto dall’azienda dolciaria Dubler, è costituto da un wafer con all’interno una spuma di zucchero con il tutto ricoperto da una glassa di cioccolato. Le proteste non sono per il prodotto in sé, dato che si tratta di un cibo molto venduto nei supermercati, ma per quel nome Mohrenköpfe che, tradotto in italiano, significa Teste di moro. A chiedere la rimozione dalle vendite erano stati alcuni utenti sui social e Migros ha deciso di prendere spunto da questo dibattito per togliere i Moretti dai propri scaffali svizzeri.

Moretti tolti dagli scaffali dei supermercati Migros

«Abbiamo deciso di rimuovere il prodotto dalla gamma delle vendite – spiega Migros -. L’attuale dibattito ci ha spinto a rivalutare questa situazione. Siamo consapevoli che questa decisione porterà anche a discussioni». E le polemiche non sono mancate. In molti hanno esultato dopo questa decisione da parte della grande catena di supermercati, altri hanno giudicato questa presa di posizione troppo tendente al politicamente corretto e poco incline alla realtà.

Il problema è nel nome

La mozione portata avanti da chi ha protestato contro i Moretti non è né nel gusto, né nella realizzazione del prodotto dolciario. Si è contestato, infatti, quel nome – Teste di morto – che rappresenterebbe un recondito sentimento di stereotipi razzisti. Migros ha solamente potuto togliere quel prodotto dai suoi scaffali, non essendo proprietaria del brand che produce quei dolci.

(foto di copertina: da Pixabay)

TAG: razzismo