Il reddito di residenza attiva per salvare il Molise: 700 euro al mese per chi si trasferisce, a patto che lavori

di Gaia Mellone | 09/09/2019

Il reddito di residenza attiva per salvare il Molise: 700 euro al mese per chi si trasferisce per lavorare
  • La strategia per fermare lo spopolamento del Molise

  • Il bando verrà pubblicato il 16 settembre

  • 60 giorni di tempo per richiedere la residenza attiva: 700 euro al mese, a patto che ci si trasferisca per davvero e per lavorare

Il Molise non esiste” è forse una delle battute più famose sulla geografia italiana, ma rischia di diventare una triste realtà. La regione infatti si sta via via spopolando, e i residenti diventano sempre meno. E con loro, anche le attività: scarseggiano servizi, negozi, persino i supermercati. Un circolo vizioso che porta sempre di più gli abitanti a lasciare la loro terra, e che rischia di trasformare molti paesi in luoghi fantasma. Ecco allora l’idea: un bando di residenza attiva.

Il reddito di residenza attiva per salvare il Molise: 700 euro al mese per chi si trasferisce, a patto che lavori

La residenza attiva comporta il versamento di 700 euro mensili a chi prenderà la residenza in Molise, ma a patto che vi si trasferisca per davvero avviando una attività per almeno 5 anni. Una clausola che così impedisce ai furbi di approfittare dei fondi stanziati senza dare nulla in cambio. Il bando, che verrà pubblicato il 16 settembre nel Bollettino della Regione Molise e che è stato autorizzato dal ministero dello Sviluppo che ha stanziato un milione di euro attingendo ad un fondo vincolato, è stato proposto dal consigliere Antonio Tedeschi, della giunta di centrodestra presieduta da Donato Toma. Una strategia salva-borghi che fissa come limite di richiesta 60 giorni e che vuole riportare la vita in città e paesi che si ripopolano solo d’estate, quando si assiste al ritorno “a casa” di chi ha dovuto lasciare la propria terra.

(Credits immagine di copertina: Wikimedia Commons) 

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