Giuseppe Moles (FI) e il paragone tra verginità (femminile) e credibilità parlando alla ministra Azzolina

di Ilaria Roncone | 28/05/2020

  • Il vergognoso paragone è stato fatto davanti ai membri del Senato

  • La credibilità della ministra Azzolina, secondo Moles, sarebbe come la verginità: non torna più

  • Riflettiamo sul perché un senatore utilizzi un linguaggio simile in un ambiente istituzionale

Inadeguato e assolutamente fuori luogo. Non ci sono altre parole per descrivere l’intervento di Giuseppe Moles, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, che sceglie di basare il suo discorso per contestare l’operato di Lucia Azzolina durante la crisi coronavirus con frasi sessiste che fanno appello al concetto di verginità, ovviamente femminile. Una assoluta necessità per la Azzolina sentirsi rivolgere queste parole, considerato che da ieri la ministra dell’Istruzione è sotto scorta per la valanga di insulti e minacce a sfondo sessuale di cui è bersaglio.

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«La credibilità è come la verginità, se si perde non si può più riacquistare»

Queste le brillanti (secondo il suo parere) parole con cui Moles sceglie di concludere il suo intervento contro la Azzolina. Una scelta assurda e che dice tanto della visione che certi individui hanno delle donne in Italia, considerato che la notizia della scorta per le minacce e gli insulti a sfondo sessuale è solamente di ieri. L’operato della ministra Azzolina, come noto, è stato molto criticato in queste ultime settimane: dai ritardi nella riapertura delle scuole all’incertezza sulle modalità, c’erano moltissime domande a cui rispondere nel corso del question time al Senato. L’opposizione avrebbe dovuto optare per una replica sensata, non per un vergognoso intervento che mette al centro il concetto di verginità ed è chiaro che si parla di quella femminile.

Moles avrebbe mai parlato di verginità a un ministro uomo?


Domanda: Moles avrebbe mai utilizzato un simile linguaggio e fatto un paragone che ben poco ha a che vedere con la politica se la Azzolina fosse stata un uomo? La risposta è chiaramente no. Il permesso di parlare in questo modo a una collega il senatore di Forza Italia se lo è preso esclusivamente in virtù del fatto che lei sia una donna. Il senso dell’accostamento tra verginità e credibilità si ha solo in riferimento all’idea di femminilità della società in cui viviamo, a tratti ancora preda di stereotipi di questo tipo. Concetti che, a quanto pare, Moles e Forza Italia veicolano senza alcun problema.

Le proteste della senatrice 5 Stelle Floridia

Se da Moles le scuse per questo inadeguato intervento probabilmente non arriveranno mai, ad Azzolina arriva il supporto della collega e senatrice Barbara Floridia: «La cosa risulta, se possibile, ancor più grave perché espressa davanti a una donna, una ministra, che in questi giorni ha subito attacchi e insulti di ogni genere, sfociati in vere e proprie minacce tanto che le è stata assegnata la scorta. Sarebbe opportuno che chieda scusa. Forza Italia non si smentisce mai»

(Immagine copertina: frame del video dell’intervento di Moles)