Il piano di Borghi sui mini-bot: «L’espediente per uscire dall’euro in modo ordinato e tutelato» | VIDEO

di Gianmichele Laino | 31/05/2019

mini-bot
  • Qualche tempo fa, Claudio Borghi parlava dei mini-bot

  • Li descriveva come l'anticamera per l'uscita dall'euro

  • Le sue parole suonano come inquietanti

Volete avere una dimensione di quanto approvato dal parlamento all’unanimità con l’introduzione dei mini-bot? Ecco le parole di Claudio Borghi, l’economista della Lega promotore dell’iniziativa, che qualche tempo fa spiegava il suo piano ordinato per uscire dall’euro. Il parlamentare della Lega fa infatti parte della corrente dei no euro che rappresentava uno zoccolo duro del Carroccio salviniano delle origini.

Quando Borghi diceva che i mini-bot servivano come anticamera all’uscita dall’euro

Claudio Borghi affermava che la sua invenzione dei mini-bot costituiva un vero e proprio espediente regolare per l’anticamera dell’uscita dell’Italia dall’euro. Le sue affermazioni, alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi, con il Parlamento italiano che ha approvato tutto all’unanimità senza farsi delle domande sulla natura del provvedimento e con gli organi di stampa che sono arrivati in colpevole ritardo sulla notizia, suonano come inquietanti.

Le parole di Borghi sui mini-bot

«I mini-bot sono un espediente per uscire in modo ordinato e tutelato: una specie di ruota di scorta sullo stesso assale. Tutte le misure che avevo studiato andavano contro le regole dell’Europa. Ma se uno si deve preparare all’uscita dall’euro si deve preparare dentro alle regole, non fuori dalle regole. Bisogna pensare a qualcosa che sia dentro le regole e che ci permetta di salutare alla fine. Visto che è vietato il conio di una nuova moneta e nuova banconota soprattutto, non ho trovato niente sul taglio minimo dei titoli di Stato».

Di fatto, proprio di questo si parla con i mini-bot, i buoni del tesoro di piccolo taglio emessi dallo Stato che dovrebbero essere usati per pagare i debiti che le pubbliche amministrazioni hanno contratto nei confronti delle imprese. L’anticamera dell’uscita dall’euro, insomma. E tutto questo, se fosse confermato, avrebbe avuto anche l’assenso – anche se non esplicito – del Partito Democratico e del resto dei parlamentari, anche estranei alla maggioranza.