Il messaggio per la Raggi dopo il sequestro di Casapound: «Sarai nel libro nero dei camerati»

di Gianmichele Laino | 05/06/2020

minacce Raggi

Il sequestro della sede di Casapound in via Napoleone III a Roma ha provocato, come era inevitabile, reazioni di carattere politico. Per molti, questo primo passaggio verso la liberazione dell’immobile occupato da 17 anni rappresenta la mossa iniziale della candidatura di Virginia Raggi per un secondo mandato come sindaco di Roma. Una questione che, da un piano puramente legato alla cronaca, si sta spostando su quello personale, tanto da registrare anche delle minacce Raggi realizzate attraverso i canali dei social network.

LEGGI ANCHE > Raggi e Castelli: «Ordinato lo sgombero di Casapound, ripristiniamo la legalità»

Minacce Raggi dopo il sequestro di Casapound

Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha segnalato un messaggio diffuso su Twitter da un utente che, nelle ultime ore, ha provveduto immediatamente a cancellare il suo profilo dal social network di Jack Dorsey. «Vuoi mettere in strada 20 famiglie italiane – si legge nel tweet -, ti ricordo che fra un anno l’attenzione mediatica e la scorta spariranno e tu tornerai ad essere una nullità ma il tuo nome resterà scritto nel libro nero dei camerati che hanno una buona memoria».

Minacce Raggi, ma la questione è stata esaminata dal punto di vista giudiziario e non politico

Parole attorno a cui il Movimento 5 Stelle fa quadrato: sono stati diversi gli esponenti nazionali (deputati e senatori) e i consiglieri di maggioranza a Roma che hanno voluto manifestare la loro solidarietà nei confronti di Virginia Raggi per il messaggio inquietante che le è stato recapitato via social network nella giornata di ieri.

Il riferimento al ‘libro nero dei camerati che hanno buona memoria’, infatti, riporta l’Italia indietro agli anni di Piombo, dove minacce – poi seguite da scontri e attentati – erano all’ordine del giorno in una dialettica politica che faceva ricorso spesso alla violenza. Il sequestro di Casapound è stato disposto dall’autorità giudiziaria, in seguito a un esposto dell’Anpi e – successivamente – di un’informativa della Guardia di Finanza alla Corte dei Conti. L’aspetto del sequestro del palazzo di Casapound, infatti, è stato esaminato su un piano erariale e non propriamente su quello politico, anche se l’effetto a cascata c’è stato in ogni caso. A maggior ragione le minacce a Virginia Raggi non hanno ragione di esserci, tanto più se così violente.

TAG: Casapound