Lo strano processo a Mimmo Lucano: davanti al giudice con le accuse smontate

di Gianmichele Laino | 11/04/2019

Mimmo Lucano
  • Mimmo Lucano è stato rinviato a giudizio

  • Tuttavia, nel processo che inizierà l'11 giugno, potrà puntare su due carte fondamentali

  • Il Viminale si costituirà parte civile

Partiamo dai fatti. Mimmo Lucano è stato rinviato a giudizio. La decisione è stata presa dal gup di Locri Amelia Monteleone, che ha preso lo stesso provvedimento anche per gli altri 29 imputati nel processo sul sistema Riace. Tra questi, c’è anche la moglie del sindaco sospeso della cittadina calabrese, Lemlem Tesfahun.

Mimmo Lucano rinviato a giudizio: la situazione

Ma sarà un processo vuoto, con al banco degli imputati un’idea di reato più che un reato vero e proprio. L’impianto che i magistrati avevano costruito intorno al sindaco di Riace per la gestione del suo modello di accoglienza, infatti, ha affrontato due prove decisive – di cui i giudici del processo, la cui prima udienza ci sarà il prossimo 11 giugno, dovranno per forza tenere conto – che hanno chiaramente ridimensionato una vicenda che è costata a Riace la sua fama di città dell’accoglienza e al suo sindaco una macchina del fango davvero senza precedenti.

Le due prove di cui sopra sono innanzitutto il parere del giudice per le indagini preliminari che, a conclusione dell’indagine, aveva stabilito che – dei 14 capi d’accusa – soltanto due stavano in piedi. Che non c’era stata alcuna gestione truffaldina dei fondi, né alcuna associazione a delinquere. Soltanto il favoreggiamento dell’immigrazione e l’irregolarità per la gestione degli appalti per la raccolta differenziata furono messi in evidenza.

Mimmo Lucano e le due carte da giocare in sede di processo

Ma questi due ultimi capi d’imputazione sono stati messi in dubbio dalla Cassazione che aveva chiesto al tribunale del Riesame di rivedere il divieto di dimora a Riace predisposto per il suo sindaco sospeso. Secondo la suprema corte, infatti, Mimmo Lucano non avrebbe violato alcuna legge nel dare gli appalti per la gestione dei rifiuti alle due cooperative di migranti e la situazione del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina appare essere decisamente sfumata.

Ora, in ogni caso, Mimmo Lucano andrà a processo, forte di queste due carte da giocarsi. L’accusa, invece, si presenta in aula con un profilo molto più basso di quello mostrato all’inizio. Dalla sua parte, tuttavia, avrà il ministero dell’Interno, deciso a costituirsi parte civile. Davanti ai giudici, Mimmo Lucano dovrà provare la sua innocenza. Senza sottrarsi ai processi.

FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI