«Le ossa canine ritrovate nei campi della signora Rosy risalgono a 6/7 anni fa»

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, parla dei risultati sui reperti ritrovati. E per la donna arrivano altri guai: disposta la demolizione per alcune costruzioni abusive in quei terreni

18/08/2020 di Enzo Boldi

Migranti mangiano cani

La più classica legge del contrappasso ha colpito la signora Rosy, la donna che ha dato il via libera allo ‘scoop’ de Il Giornale e Libero quotidiano con l’accusa dei migranti mangiano cani. Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha infatti spiegato che quei pochi reperti ossei trovati all’interno dei campi di proprietà della famiglia della donna risalgono a sei/sette anni fa. Insomma, non un qualcosa di recente. Non è possibile, dunque, chiarire quali siano state le cause del decesso di quel cane che, tra l’altro, non possedeva alcuna documentazione. Ora, però, per la signora Rosy arrivano altre accuse: dai sopralluoghi dei vigili urbani sono emerse alcune costruzioni abusive all’interno del suo terreno.

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«Nel sopralluogo del veterinario e dei vigili urbani sono stati trovati due cani con il microchip e un residuo di ossa mandibolari canine risalenti a sei-sette anni fa – ha detto Totò Martello a Il Fatto Quotidiano -. La signora non è stata in grado di esibire la documentazione del cane e non è stato possibile identificarlo. Aveva un codice di allevamento per suini, e infatti sono state trovate anche tre scrofe». Insomma, non si potrà mai risalire alla causa della morte di quel cane: le ossa mandibolari ritrovate sono troppo vecchie. Il tutto, però, è sintomo di un qualcosa avvenuto moltissimi anni fa.

Migranti mangiano cani, i titoloni e le ossa che risalgono al 2013

Nelle scorse settimane, dopo il titolo roboante di Libero quotidiano, avevamo approfondito la questione dei migranti mangiano cani parlando anche con l’associazione che si prende cura di questi animali sull’Isola. Anche in quell’occasione la referente del progetto lanciato dalla LAV (Lega anti-vivisezione) aveva confermato come non fossero arrivate segnalazioni né a lei né ai vigili urbani.

I guai per la signora Rosy

Il sindaco di Lampedusa, che già all’inizio aveva parlato di fake news, ha sottolineato un altro aspetto emerso durante i sopralluoghi all’interno dei terreni della signora Rosy: «Sul suo terreno le costruzioni erano abusive. Ho firmato un’ordinanza di demolizione».

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