Michele Santoro difende Vauro: «Salvini aizza i suoi contro la satira»

di Redazione | 29/03/2019

Santoro
  • L'ultima puntata de "La Zecca" di Vauro si intitola «7 modi di uccidere Salvini»

  • Matteo Salvini ha pubblicamente condannato lo sketch: «Non fa ridere, fa schifo»

  • Michele Santoro risponde con l'editoriale «Cercasi Killer»

Il video di Vauro, autore della rubrica La Zecca, titolato  “7 modi per uccidere Salvini” non è affatto piaciuta al vicepremier, che anzi ha twittato che gli «fa proprio schifo». In difesa della satira non colta dal ministro, si esprime Michele Santoro, con un editoriale altrettanto provocatorio e satirico: «Cercasi Killer».

Michele Santoro difende Vauro: «Salvini aizza i suoi contro la satira»

I «sette modi di uccidere Salvini» son un puro esempio di satira. Vauro non invoglia né tantomeno invita alla violenza, ma estremizza le dichiarazioni e caratteristiche più celebri del ministro dell’Interno: dalla nutella alla cittadinanza, dalla ruspa alla felpa. Il vicepremier però non si è divertito e da Twitter ha attaccato Vauro. «Ancora una volta Matteo Salvini aggredisce con espressioni ingiuriose, assolutamente in contrasto col ruolo che ricopre» scrive Michele Santoro nel suo editoriale «Cercasi killer». Le parole del vicepremier, secondo il giornalista di Servizio Pubblico, finiranno solo con l’aizzare «le legioni dei suoi fans – tra i quali sul web si contano non pochi squadristi» che non mancheranno di «pronunciare minacce serie all’incolumità di uno dei più famosi e apprezzati autori di satira».

«Cercasi Killer con massima urgenza»

Michele Santoro quindi difende la rubrica “La Zecca” e rilancia seguendo la linea satirica di Vauro: «Al fine di liberarci da un ministro dell’Interno squallidamente ignorante che dovrebbe garantire la sicurezza di ogni cittadino, indipendentemente dalla sua razza e dalle idee politiche e religiose che professa, offro congrua ricompensa a un killer in grado di mettere in pratica uno dei sette modi indicati da Vauro per ucciderlo. Con la preghiera di contattarmi con la massima urgenza».

(Credits immagine di copertina:  ANSA/Vincenzo Tersigni)