Michela Murgia e la frase sul traffico e il coronavirus: «Il virus passa, l’idiozia e la malafede resteranno»

di Redazione | 28/02/2020

michela murgia
  • Michela Murgia aveva fatto una battuta sul coronavirus e sulla diminuzione del traffico

  • Tuttavia, diversi organi di stampa l'avevano attaccata: poi sono arrivate le immancabili offese sul web

  • La replica della scrittrice sarda

Michela Murgia è finita nel mirino dei giornali sovranisti per una sua frase pronunciata sul coronavirus. Nel corso della trasmissione L’Assedio di Daria Bignardi, dove era stata ospitata, la scrittrice sarda aveva utilizzato l’ironia affermando: «Ho viaggiato comodissimamente in un aereo semi-vuoto, sono arrivata in una città senza traffico. Le persone… normalmente non riesco a fare un passo. Può durare un altro po’ questo virus? Se il risultato è la vivibilità delle strade, io ci metterei la firma».

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La frase di Michela Murgia sul coronavirus

Una frase pronunciata chiaramente in un contesto volutamente teso a sdrammatizzare la situazione che, tuttavia, è stata ripresa da diversi quotidiani e testate online che fanno da megafono a opinioni di destra. Per questo motivo, come conseguenza dell’ampia cassa di risonanza ottenuta in seguito a queste pubblicazioni, Michela Murgia è finita, come spesso capita, anche nel mirino degli haters dei social network.

Oggi, dopo l’ennesima ondata di odio nei suoi confronti, la scrittrice è intervenuta sul tema, stigmatizzando l’accaduto e spiegando le ragioni della sua frase nel corso dell’intervista con Daria Bignardi: «E anche stamattina sui giornali filoleghisti (autorevoli, eh, tipo La Verità) scrivono che per trovare meno traffico ho augurato la morte per virus a tutta Italia. La buona notizia è che il virus bene o male passerà. La cattiva è che le idiozie in malafede non muoiono mai».

La reazione di Michela Murgia agli attacchi subiti

Ovviamente c’è un piano dell’ironia e un piano della serietà nell’accogliere determinate battute. Quando si cerca di sdrammatizzare sul coronavirus, cercando di stigmatizzare anche la paura che sta avvolgendo un intero Paese per un problema dalle proporzioni fondamentalmente ridotte (almeno dal punto di vista sanitario, mentre i problemi economici derivanti dalla stessa paura sono più seri), si offre sempre un appiglio di speranza anche a chi sta vivendo momenti difficili. Diverso è approfittare di queste frasi volte a sdrammatizzare per alimentare il vero virus del nostro millennio: l’odio in rete.