Palazzo Chigi smentisce Salvini: «Se ne parla da mesi, grave che lo abbia scoperto solo ora. Ma nessuno ha firmato di nascosto»

C’è una nuova parolina magica nella propaganda sovranista, che viene agitata come un vero e proprio spettro verso l’elettorato. Si chiama Mes, la sigla che sta per il Meccanismo Europeo di Stabilità, un accordo tra i 19 Paesi dell’area euro che dovrebbe servire a far fronte alle esigenze economiche degli Stati che aderiscono alla moneta unica quando uno di questi dovesse trovarsi in condizione di grave crisi. Matteo Salvini, che fino al mese di agosto faceva parte del governo, ha proposto questa tematica come se fosse uscita dal cilindro.

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Mes, la versione di Salvini

«Pare che, nei mesi scorsi, Conte o qualcuno abbia firmato di notte e di nascosto un accordo in Europa per cambiare il Mes, ossia l’autorizzazione a piallare il risparmio degli italiani – ha detto Salvini in una diretta Facebook -. Non lo lasceremo passare. Sarebbe alto tradimento, se qualcuno senza interpellare Parlamento avesse trasformato il fondo salva stati in un fondo ammazza stati».

Cos’è il Mes?

Il Mes è il sostituto del fondo salva Stati, appunto. E la sua realizzazione è stata messa in piedi a partire addirittura dal 2012. Si tratta di un organismo che detta alcune regole stringenti per gli Stati che aderiscono, in cambio di un paracadute sicuro e indispensabile in caso di default. Nel 2017 il percorso di formazione di questo ente/organismo ha avuto una accelerazione, mentre nel giugno scorso – durante una riunione dei capi di Stato dell’Unione Europea – ha avuto un primo via libera.

Mes, la versione di Palazzo Chigi

Improbabile che Giuseppe Conte abbia deciso arbitrariamente di dare il consenso per l’inserimento dell’Italia in questo programma. A supportare questa ipotesi è arrivata la replica da Palazzo Chigi, direttamente questa sera: «Innanzitutto, il Mes non è stato ancora sottoscritto e non c’è stata nessuna manina notturna che ha firmato le cose di nascosto – fanno sapere dalla sede dell’esecutivo -. Le notizie diffuse da Salvini sono infondate: l’argomento è stato discusso in varie riunioni di maggioranza. Il fatto che ne scopra solo adesso l’esistenza è molto grave perché denota una imperdonabile trascuratezza per gli affari pubblici».

Inoltre, sempre da Palazzo Chigi, fanno sapere che l’accordo – rientrando all’interno della fattispecie degli accordi internazionali – deve essere sempre ratificato dal Parlamento: la discussione sul tema è calendarizzata per il mese di dicembre, quando il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri riferirà alle Camere. Il Parlamento, in quella circostanza, avrà il potere di veto.

FOTO: ANSA/ELISABETTA BARACCHI

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