Matteo Salvini: «Luigi Di Maio è come il Pd»

di Enzo Boldi | 08/04/2019

Matteo Salvini e Luigi Di Maio
  • Matteo Salvini è tornato a parlare delle polemiche mosse da Luigi Di Maio sull'alleanza con chi nega l'Olocausto

  • Per far irritare il socio di governo ha paragonato il Movimento 5 Stelle al Partito democratico

  • Una scelta non casuale data la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni europee

Un paragone che provoca lo stesso dolore provato da un tifoso della Roma nel sentirsi equiparato a un sostenitore della Lazio (e viceversa). Matteo Salvini, intervistato da Libero, in poche righe ha prima ribadito la sua intenzione di seppellire l’ascia di guerra con il Movimento 5 Stelle fino al 26 maggio – giorno del voto per le elezioni europee -, ma poi ha sferrato un nuovo attacco nei confronti dell’alleato di governo Luigi Di Maio. E per un rappresentante dei pentastellati quelle parole non possono che far male.

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Tornando sulle polemiche interne alla maggioranza sull’alleanza della Lega con alcuni movimenti e partiti europei che negano lOlocausto, Matteo Salvini è andato giù pesante con il collega vicepremier: «In questo i grillini (termine che non utilizzava più da quando iniziarono le trattative per la formazione di un governo gialloverde, ndr) mi ricordano il Pd di Renzi nella campagna elettorale persa dello scorso anno, quando i dem continuavano a darmi del fascista perché non avevano risposte concrete da fornire agli elettori».

Matteo Salvini paragona il M5S al Pd

Parole che, quindi, sono una dura accusa a Luigi Di Maio e ai suoi alleati di governo del Movimento 5 Stelle che, seguendo il suo pensiero, non hanno argomenti per attaccarlo e allora pigiano il tasto sul bottone del fascismo. «Quelli del Pd, allora, avevano lanciato l’allarme dell’uomo nero – prosegue Matteo Salvini nella sua intervista a Libero – puntando sulla criminalizzazione dell’avversario anziché sulle loro forse. Com’è finita si sa». Parole che, conoscendo l’abile comunicazione del leader della Lega non sono state buttate lì a caso.

Le similitudini che imbarazzano

Il paragone con il Pd fa sorridere non tanto perché può ritenersi vero o falso – in base alle ideologie -, ma perché va a toccare quei tasti sensibili all’interno del Movimento 5 Stelle e del suo elettorato che per anni ha fatto una lotta politica partendo proprio dallo smontare gli assunti del Partito Democratico. La scelta di Matteo Salvini non è stata casuale.

(foto di copertina: ANSA/FABIOFRUSTACI)