Dal passato del nuovo sindaco leghista di Potenza gli insulti a Salvini

di Enzo Boldi | 10/06/2019

Mario Guarente
  • Mario Guarente è il primo sindaco leghista di Potenza, ma dal suo passato emergono giudizi differenti

  • Nel 2012 aveva dato dei "coglioni" ai partecipanti di un comizio del Carroccio

  • L'anno dopo diede dello "psicopatico" a Matteo Salvini

Scrivere qualcosa sui social rischia di segnare intere carriere o, nei casi più fortunati, far riemergere dal passato vecchi giudizi su coloro i quali poi diventeranno i tuoi capi e leader. Ed è quanto successo a Mario Guarente, fresco di vittoria al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Potenza. Il 35enne è stato eletto nelle file della Lega di Matteo Salvini, ma proprio contro gli esponenti e i sostenitori del Carroccio – e del segretario – non lesinò giudizi taglienti e insulti.

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Come riporta la pagina Facebook ‘Abolizione del suffragio universale’, dal passato social del nuovo sindaco leghista di Potenza sono emersi insulti, giudizi e valutazioni sull’operato del Carroccio e del suo leader. Poi la sua candidatura a sindaco, le foto con tanto di vigorosa stretta di mano con il segretato della Lega e il passato che viene dimenticato. Per molti, non per tutti. Perché, come spesso capita, la rete non dimentica e fa tornare in superficie tutto, ma proprio tutto.

Mario Guarente, dagli insulti a Salvini a sindaco leghista di Potenza

«Guardo al tg l’ultimo raduno della Lega Nord e penso: non ho mai visto tanti coglioni tutti insieme», scriveva Mario Guarente l’11 aprile del 2012. Ancora più netto il suo giudizio di qualche mese dopo, non solo contro i leghista ma con un excursus specifico con tanto di dedica al segretario del Carroccio: «Ma è una mia impressione o Salvini ha realmente una faccia da psicopatico? Ho quasi la sensazione che questo ci farà rimpiangere Bossi». Una valutazione che non lascia spazio ad altre interpretazioni.

Come si cambia…

Poi Mario Guarente deve aver cambiato idea, affidando il suo futuro e quello di tutti i suoi concittadini di Potenza, proprio a quello «psicopatico» di Matteo Salvini e a quei «coglioni» della Lega. A volte si cambia idea, per sopravvivere o per emergere. E Mario Guarente lo ha fatto, come testimonia quella vigorosa stretta di mano con quello che è passato dall’essere un nemico al suo più fedele alleato nelle vesti di leader.

(foto di copertina: da profilo Facebook di Mario Guarente)