Marco Rizzo dice che i deputati con il bonus Covid in Urss sarebbero stati «spediti in Siberia»
Il leader del Partito Comunista Italiano ha fatto un tweet diventato virale

Una foto dei campi di lavoro di Stalin in Siberia. E poi un post durissimo, che prende di mira i deputati di Lega, M5S e Italia Viva che hanno avuto accesso al bonus per le partite iva e per i lavoratori autonomi che il governo aveva messo a disposizione dei cittadini nel periodo di marzo e aprile, quello più drammatico per il coronavirus in Italia. «Dalle prime indagini – ha detto Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista – sarebbe emerso che i cinque deputati che hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili poi elevato a 1000 sarebbero un deputato del Movimento 5 Stelle, uno di Italia Viva e tre della Lega. In URSS sarebbero finiti diritti in Siberia».
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Marco Rizzo e il tweet sulla Siberia per i deputati con il bonus Covid
Dalle prime indagini sarebbe emerso che i cinque deputati che hanno chiesto all’Inps il #bonus da 600 euro mensili poi elevato a 1000 sarebbero un deputato del Movimento 5 Stelle, uno di Italia Viva e tre della Lega. In URSS sarebbero finiti diritti in Siberia. pic.twitter.com/OvsJ4FCxL6
— Marco Rizzo (@MarcoRizzoPC) August 9, 2020
Una frase che ha scatenato reazioni indignate, da destra come da sinistra, per i toni impiegati. Marco Rizzo, con il suo Partito Comunista, sta utilizzando spesso delle argomentazioni di carattere populista e, talvolta, i toni del dibattito portato avanti scivolano sulle gaffe che spesso vengono contestate alla destra leghista o a quella ‘sociale’ di Fratelli d’Italia.
Le critiche a Marco Rizzo
L’utilizzo dell’immagine dei campi di lavoro, infatti, è decisamente inappropriata. Tra le altre cose, sebbene sia aperta una evidente questione morale sul caso dei cinque deputati che hanno chiesto il bonus, è stato sottolineato che questi ultimi non hanno commesso alcuna violazione della legge. La questione è politica e non legale. Per questo rievocare i campi di lavoro dell’Unione Sovietica non è senz’altro appropriato. A meno che non si voglia scendere su quel medesimo terreno di confronto che una vasta parte della sinistra – anche quella oltre il Partito Democratico – ha sempre contestato ai suoi avversari politici.