Manovra, i Verdi accusano Di Maio di aver bluffato sulle spese militari

27/12/2018 di Gaia Mellone

Nuova polemica sulla manovra, stavolta sollevata dal partito dei Verdi. Sotto la lente di ingrandimento i tagli previsti dalla Legge di Bilancio per le spese militari, che secondo Angelo Bonelli «non ci sono». Anzi, secondo il politico le spese sono destinate ad aumentare.

«Abbiamo scoperto il bluff di Di Maio»: l’accusa dei Verdi sulle spese militari del governo

Si dice che il diavolo si nasconda nei dettagli, e potrebbero essere poche righe a mettere nei guai il governo giallo-verde. In particolare il movimento 5 stelle aveva annunciato durante la campagna elettorale una massiccia riduzione delle spese militari dello stato. Da quando il vicepremier ha pubblicato la lista dei 20 punti della legge di Bilancio 2018, con tanto di «fatto» evidenziato in bella vista col colore  giallo, l’attenzione per il testo della manovra è salita esponenzialmente. Tra chi l’ha attentamente spulciata, ci sono i Verdi che oggi hanno lanciato accuse molto precise. «Abbiamo scoperto il bluff di Di Maio: non c’è alcuna riduzione di spese militari nella  manovra economica approvata» dichiara Angelo Bonelli, che a sostegno delle accuse rivolte contro Luigi Di Maio porta il testo di due commi della legge di bilancio approvata il 23 dicembre. « Si tratta del comma 163 sexies e del 223 novies» spiega Bonelli chiarendo che «il primo prevede assunzioni per i programmi di produzione militare» mentre il secondo comma prevede che «una parte del ricavato», precisamente «il 10%, delle dismissioni immobiliari dei beni della Difesa» vengano destinati alle «spese di investimento militari».

Angelo Bonelli attacca: «Questo è il modo di far politica del governo giallo nero»

Bonelli continua definendo la decisione «una partita di giro di gattopardesca memoria per dire che tutto cambia per non cambiare nulla». L’esponente dei Verdi continua spiegando che una riduzione in effetti c’è: le spese militari vengono ridotte «per 570 milioni  di euro spalmati in 12 anni, praticamente 47 milioni di euro l’anno», ma resta l’inghippo. Perché, continua Bonelli, dall’altro lato «si fanno entrare risorse per spese militari dalla vendita degli immobili del ministero della Difesa» che, sempre secondo il politico dei Verdi ammonterebbero ad un numero superiore ai 1000. In più, la legge di bilancio prevede anche « una assunzione di nuovo personale finalizzati proprio al sostegno alla produzione militare». «Il tutto – conclude Bonelli – per oltre 500 milioni di euro». A destare sospetti e polemiche anche «il dispendioso programma di acquisto dei caccia F35». Non solo, a conferma del bluff ci sarebbero anche le dichiarazioni del ministro Elisabetta Trenta, che, continua Bonelli, ha annunciato come «l’Italia raggiungerà il 2% del Pil destinato alle spese militari entro il 2024  passando da una spesa da 64 milioni a 100 milioni di euro al giorno». Si tratta di un «modo di far politica del governo giallo nero, raccontare fake news e tassare contestualmente la solidarietà e il volontariato, quel volontariato che ha salvato l’Italia e gli italiani intervenendo a spalare fango e detriti provocati da frane, alluvioni e terremoti, che fa assistenza negli ospedali o che offre pasti ai più poveri e assiste chi vive nelle strade» continua Bonelli facendo riferimento alle polemiche degli ultimi giorni sui finanziamenti alle associazioni no-profit. «E’ un governo che sta demolendo un sistema di valori che ha aiutato all’Italia ad essere un paese civile sino ad oggi» conclude.

(Credits immagine: archivio ANSA) 

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