«Ma la Raggi non poteva fare più di un tweet per bloccare la manifestazione no mask a Roma?»

Nino Cartabellotta se lo chiede sui social network, in vista dell'evento di oggi alle 16

di Redazione | 05/09/2020

manifestazione no mask

Concentramento davanti alla Bocca della Verità oggi alle 16. La manifestazione no mask – simile a quella che, ad esempio, si è svolta a Berlino qualche giorno fa – si svolgerà lungo le strade della Capitale e raccoglierà, con ogni probabilità, circa 2000 persone, in un momento in cui il coronavirus ha cominciato a circolare nuovamente con insistenza. Un assembramento che si annuncia poco rispettoso delle norme sul distanziamento sociale previste per eventi di questo genere, insomma, si svolgerà proprio nelle strade di una Capitale che già deve far fronte a diverse decine di contagi da coronavirus giornalieri.

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Manifestazione no mask, la posizione della Raggi

Virginia Raggi, così come tanti altri politici di diversi schieramenti, stanno twittando in queste ore non solo per prendere le distanze dalla manifestazione, ma anche per invitare in extremis i manifestanti a ripensarci: «Domani a Roma – ha scritto la sindaca il 4 settembre – scenderanno in piazza degli irresponsabili. Negare diffusione del coronavirus è sfregio a migliaia di vittime e a chi ha lottato in prima linea negli ospedali. Per neofascisti che fomentano l’odio risposta migliore è nel grande senso di comunità della nostra città».

Ma la Raggi non poteva impedire la manifestazione no Mask?

Tutto qui? Se lo chiede, ad esempio, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che, sin dall’inizio del lockdown, sta realizzando report settimanali per monitorare l’andamento del contagio, con il rigore scientifico che la caratterizza. In realtà, spiega Cartabellotta, la Raggi avrebbe potuto fare molto di più di un tweet: «Raggi – spiega il presidente di Gimbe – in qualità sindaca di Roma poteva fare più di un tweet. Le ricordo che il Questore […] per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo (art. 18 TULPS)». 

Insomma, ci sarebbe potuto essere un intervento incrociato tra amministrazione locale e autorità per impedire lo svolgimento di una manifestazione che, nelle sue premesse, non sembra voler rispettare le regole di distanziamento e di autoprotezione che sono previste per le manifestazioni pubbliche a partire dalla fase 2. Il movimento che scende in piazza, guidato dal Popolo delle Mamme (con la regia di persone vicine a Forza Nuova), annuncia di essere contro «il lockdown, le museruole/mascherine, i distanziamenti sociali, la vaccinazione di massa». Difficile che, con queste premesse, il regolamento per la manifestazione possa essere rispettato.