Quasi tre anni di carcere per aver «avvelenato i figli», ma i bambini non riuscivano ad assorbire i farmaci

di Redazione | 28/11/2019

mamma avvelenatrice

Una storia che ha tanti elementi critici. Una mamma in carcere per 2 anni e 10 mesi, un tentativo di linciaggio da parte delle altre detenute del carcere di Pozzuoli (che avevano scoperto la causa della detenzione delle donna), una rara malformazione genetica che impediva a due bambini – fratello e sorella – di assorbire correttamente i farmaci somministrati. Per anni è stata una «mamma avvelenatrice» nell’ottica di tutti quelli che hanno ascoltato la storia di Marina, 32 anni e il peso insopportabile di essere stata accusata per un reato che non aveva commesso.

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Mamma avvelenatrice, come è andata davvero

Due pubblici ministeri hanno chiesto assoluzione piena per la donna: un perito ha dimostrato che entrambi i suoi figli, arrivati in momenti diversi in pronto soccorso ed entrambi finiti in coma per quello che i medici avevano stabilito essere un tentativo di avvelenamento, soffrivano di una rara conformazione genetica, in base alla quale i bambini non riuscivano ad assimilare i principi attivi dei farmaci che, per questo motivo, si accumulavano nel loro corpo e facevano pensare a un avvelenamento.

Le accuse alla presunta mamma avvelenatrice: poi la scoperta

Era stata anche costruita la storia della mamma spietata che faceva assumere di nascosto, sciogliendoli nel latte, dei farmaci ai propri figli. Nonostante la decisione delle due procure di Roma e Napoli, tuttavia, Marina non ha ancora la possibilità di riabbracciare i propri bambini: «Nessuno potrà cancellare il mio dolore – ha detto al Corriere della Sera -, quando guardavo le sbarre pensavo soltanto al fatto che solo le mie parole potevano testimoniare il fatto che fossi innocente. Ora, voglio rivedere i miei figli». La procura dei minorenni sta ancora esaminando la sospensione della patria potestà: per questo i ragazzini sono all’interno di una comunità protetta e non possono ancora essere incontrati dalla donna.

L’iter giudiziario di Marina sembra aver raggiunto un primo punto di svolta dopo 34 mesi. Ma tutto quello che ha provato fino a questo momento non può essere cancellato.