M5S diviso, Conte in soccorso di Di Maio: se serve parlo io con i senatori

di Redazione | 01/02/2019

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  • Il Movimento 5 Stelle è ancora diviso sull'autorizzazione a procedere chiesta nei confronti di Matteo Salvini

  • Al Senato c'è il rischio di spaccatura tra la maggioranza governista e i dissidenti dell'ala ortodossa di Roberto Fico

  • Ma il premier Giuseppe Conte sarebbe pronto ad intervenire parlando direttamente con il gruppo di Palazzo Madama

Il Movimento 5 Stelle non è compatto sul voto sul processo a Matteo Salvini. Nel gruppo pentastellato del Senato ci sono posizioni diverse sull’autorizzazione a procedere chiesta dai magistrati del Tribunale dei ministri di Catania nei confronti del leader della Lega: l’Aula di Palazzo Madama dovrà esprimersi definitivamente con un voto palese entro il 23 marzo (entro il 23 febbraio lo farà invece, sempre con voto palese, la Giunta delle immunità) e sembra elevato il rischio di una frattura interna tra la maggioranza governista e una pattuglia di dissidenti dell’ala più ortodossa vicina al presidente della Camera Roberto Fico.

M5S diviso sul processo a Salvini, Conte: se serve parlo io con i senatori

Luigi Di Maio, favorevole a salvare Salvini (soprattutto dopo l’appello del vicepremier leghista con una lettera al Corriere della Sera), è preoccupato perché convinto che una spaccatura netta del suo partito sarebbe addirittura un danno peggiore della concessione dell’autorizzazione a procedere all’alleato. Tuttavia, il capo politico M5S riceve in queste ore un messaggio rassicurante dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Stando a quanto ricostruisce il quotidiano Il Messaggero (articolo di Simone Canettieri), che stima tra i 5 e i 12 senatori pronti a smarcarsi, il premier si sarebbe mostrato disponibile a parlare in prima persona con i dissidenti. Conte sarebbe disposto non soltato a firmare a nome di tutto il governo con l’appoggio dei ministri interessati, Di Maio e Danilo Toninelli, una relazione da presentare alla Giunta, ma in Aula, nel giorno del voto decisivo, parlerà direttamente con il gruppo 5 Stelle.

Sarà utile l’intervento del capo del governo? È evidentemente ancora preso per dirlo. E un mese e mezzo è un intervallo troppo ampio per azzardare una previsione sulla votazione e i riposizionamenti. Sicuramente Conte interverrà con sicurezza nei propri mezzi. «Non preoccuparti», sono «molto determinato», «la mia forza è che se dico ‘Ora la smettiamo!’, loro non litigano…», ha spiegato il premier ad Angela Merkel a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos.

(Foto di copertina  da archivio Ansa: il premier Conte con il vicepremier Di Maio durante l’evento del M5S di presentazione di reddito di cittadinanza e ‘quota 100’ a Roma, il 22 gennaio. Credit immagine: ANSA / ANGELO CARCONI)