Come Luigi Pennelli aveva usato Telegram per radicalizzarsi e per diventare suprematista bianco

La costruzione di una rete attraverso gruppi e sottogruppi nei canali Telegram, ma anche richieste e scambi di opinioni con realtà suprematiste internazionali

27/10/2022 di Redazione

La Digos e l’Ucigos – sin dal 2021 – avevano svolto un’azione di monitoraggio sul web per cercare di capire che aria tirasse negli ambienti digitali frequentati dall’estrema destra italiana. Oggi, è stata data la notizia dell’arresto di Luigi Pennelli, un giovane di 23 anni, pugliese, che si era fortemente radicalizzato e che, secondo le autorità italiane, aveva il profilo per essere considerato un lupo solitario pronto a colpire. La sua rete di contatti, costruita sul web, si basava sulla frequentazione di gruppi e sottogruppi di Telegram (collegati al canale  «Sieg Heil») e sui contatti con il gruppo americano The Base, una organizzazione suprematista i cui componenti hanno partecipato anche all’assalto di Capito Hill del 6 gennaio 2021.

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Luigi Pennelli, l’arresto del lupo solitario radicalizzatosi attraverso contatti su Telegram

Proprio le chat su Telegram, monitorate dai servizi segreti esterni dell’Aise, hanno portato all’identificazione di Luigi Pennelli che, spesso, realizzava dei video indossando una maschera di uno scheletro e mostrandosi sempre in compagnia di una svastica e di una immagine di Adolf Hitler. Insomma, messaggi d’odio nei confronti della società, delle istituzioni e delle parti sociali con cui il giovane pugliese aveva esperienza diretta o indiretta. Sempre per quanto riguarda la sua radicalizzazione in ambito digitale, Luigi Pennelli stava cercando delle informazioni per acquistare una stampante 3D attraverso la quale realizzare una sorta di arma per possibili azioni.

Sul web Luigi Pennelli si identificava come “Comandante della Base”. Il video diffuso dalla polizia di Stato su Twitter aveva tratti piuttosto inquietanti. Nei suoi messaggi rivolti alla community, il giovane pugliese si era detto più volte pronto a colpire.

Fortunatamente la sua “base” italiana sembra – dalle indagini – piuttosto ristretta e limitata a un gruppo di 3-4 persone. Più frequenti (e più numerose), invece, le partecipazioni a discussioni digitali sui gruppi internazionali di suprematisti bianchi.

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