Il grande incubo di Luigi Di Maio, diventare un’icona della sinistra

07/07/2018 di Redazione

Nell’èra della post-ideologia può succedere di tutto; il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha dichiarato di non volere diventare un’icona della sinistra. Su cosa voglia dire essere di sinistra oggi è poco chiaro ma di sicuro da qui a qualche anno non avremo Luigi Che Di Maio Guevara.

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Luigi Di Maio non vuole essere di sinistra

Il ministro del Lavoro è intervenuto a Stasera Italia su Rete 4 e ha dato la sua personalissima opinione su cosa sia la sinistra in Italia: “La sinistra è quella che ha dato soldi alle banche e ha fatto il Jobs act e tanto altro. Quando vado in Aula al question time, capita che quelli a destra dicono che sono di sinistra e quelli di sinistra dicono che sono di destra, è il loro unico modo per sentirsi di destra e sinistra. Questo governo ha fatto cose che doveva fare la destra, come l’abolizione dello split payment, o la sinistra che invece ha reso la vita un inferno per tanti giovani o meno giovani“.

Dimenticatevi Gramsci, Togliatti o Berlinguer. La sinistra è da sempre Matteo Renzi e Jobs Act.

Luigi Di Maio apre ai voucher

Di Maio ha poi proseguito il suo intervento parlando della questione dei voucher, osteggiati quando il M5S era all’opposizione ma che oggi sembrano tornare utili per lavori particolari: “I voucher gli ultimi anni sono serviti per sfruttare la gente. Erano stati ideati per un buon fine, quello per esempio di gestire i lavori domestici. Poi negli anni si è pagato con i voucher anche l’ingegnere o l’avvocato. Se si devono reintrodurre per sfruttare la gente e non dare certezze allora non va bene. Se invece vogliamo applicarli per specifici settori come l’agricoltura allora per me va bene. Sulla questione del turismo possiamo discuterne”.

(Foto credits: Ansa)

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