Luca Marsella cerca di non far scendere la Raggi dalla macchina a Ostia

di Gianmichele Laino | 18/05/2020

Luca Marsella

Tanto rumore e tanta confusione. In un momento in cui, avvicinarsi a stretto contatto con le persone può essere un problema per se stessi e per gli altri. Luca Marsella, consigliere di Casapound nel municipio X di Roma (Ostia), ha protestato – insieme ad altri cittadini – nel momento in cui la sindaca di Roma Virginia Raggi era arrivata con l’automobile, in visita al mercato al centro di Ostia. Il consigliere eletto con Casapound ha chiesto al primo cittadino di non scendere dalla macchina, per evitare passerelle inutili e facendosi portavoce della rabbia dei commercianti che il coronavirus e il conseguente blocco delle attività hanno messo in difficoltà.

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Luca Marsella contro Virginia Raggi a Ostia

«State a fa’ le passerelle – ha detto Luca Marsella -, venga a piazza Anco Marzio. Perché qui non scende, non la facciamo scendere. La gente muore di fame». È seguito qualche momento di tensione con la scorta di Virginia Raggi, che ha ricordato al consigliere le disposizioni sul distanziamento sociale e sul fatto che si debba rispettare la distanza di almeno un metro. Nella concitazione, infatti, è capitato di aver superato i limiti del distanziamento sociale, come mostrano le immagini pubblicate sui social network.

Le proteste di Luca Marsella e la sua ricostruzione dei fatti

Successivamente, Virginia Raggi è scesa dalla macchina e ha avuto la possibilità di dialogare con i commercianti relativamente ai problemi creati dall’emergenza Covid-19. «La sindaca ha sempre ascoltato tutti – ha detto il presidente della commissione comunale Commercio Andrea Coia –  nessuno si deve permettere di aggredire in quel modo le altre persone, meno che mai la sindaca di Roma, che era a Ostia per ascoltare i cittadini. E che infatti, come fa da sempre, ha dialogato con chi aveva interesse a farlo».

Nega l’aggressione Luca Marsella, che parla genericamente di una protesta in rappresentanza di cittadini arrabbiati, affermando anche che l’azione non è stata portata avanti a nome di Casapound: «Sfido chiunque a dimostrare che fossero presenti militanti riconducibili a Cpi oltre a me e Carlotta Chiaraluce stamattina. Non c’erano, capisco che è più comodo ridurre una sacrosanta contestazione di commercianti e romani ad un qualcosa di politico, ma è un’altra bugia».

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