Fioramonti, il ministro che si è dimesso la notte di Natale

Lorenzo Fioramonti

Ha aspettato la notte di Natale. Dopo il pranzo del 25 dicembre. Il ministro Lorenzo Fioramonti, titolare del dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è dimesso dalla sua carica consegnando una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Alla base della sua scelta, quella della mancata portata di fondi sufficienti per far ripartire la macchina della scuola in Italia. La manovra 2020, approvata nelle scorse ore, infatti, non ha destinato al settore i finanziamenti attesi.

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Lorenzo Fioramonti si è dimesso a Natale

Fa molto discutere la tempistica di questa scelta. La legge di bilancio, di fatto, era stata blindata con il voto favorevole in Senato il 17 dicembre scorso. Il passaggio definitivo è stato fatto alla Camera tra il 23 e il 24 dicembre, con un testo che era già considerato inemendabile per evitare di arrivare a ridosso della scadenza di fine anno con il via libera del Parlamento.

Pertanto, il ministro Lorenzo Fioramonti sapeva già dal 17 dicembre (almeno) che alla scuola sarebbero stati destinati soltanto 2 miliardi di euro, a fronte delle richieste che lui stesso aveva fatto all’inizio del suo mandato, quando cioè era stato varato il governo giallo-rosso. Il 5 settembre 2019, a poche ore dall’inizio dell’esperienza del nuovo esecutivo, aveva già minacciato le dimissioni se non fossero stati stanziati almeno 3 miliardi per la scuola.

Le ragioni delle dimissioni di Lorenzo Fioramonti e le sue tempistiche

La lunga marcia di Fioramonti in questi mesi è sempre stata caratterizzata da questa spada di Damocle. L’obiettivo di far inserire più soldi per la scuola in manovra è sempre sembrato fuori dalla portata di un governo di emergenza come è stato quello giallo-rosso. Pertanto, quella di Fioramonti era sempre sembrata una sorta di provocazione.

Invece, dopo i passaggi in Parlamento, le dimissioni minacciate per tre mesi sono infine arrivate. Nel momento più significativo: quando l’intera squadra di governo aveva pensaro che il peggio fosse passato, è bastato Fioramonti a rendere ancor più complicato il quadro della situazione. Adesso è possibile che uscirà dal Movimento 5 Stelle e che formerà un gruppo autonomo alla Camera comunque a sostegno dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, mentre per la sua successione il maggiore indiziato è Nicola Morra.

 

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