La Corte Costituzionale boccia la Lombardia: la legge anti moschea viola la Costituzione

La Corte Costituzionale con la sentenza pubblicata oggi e pronunciata il 22 ottobre, bolla come incostituzionali due commi centrali della cosiddetta “legge anti-moschee” della Regione Lombardia del 2015. Matteo Salvini replica: «Consulta islamica»

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I commi dichiarati incostituzionali dalla Corte impongono una «irragionevole limitazione» della libertà religiosa garantita dall’articolo 19 della Costituzione che, comprendendo la libertà di culto, comprende con essa «il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare». Una libertà che due commi dell’articolo 72 della legge regionale lombarda sulle moschee violano. La Corte Costituzionale infatti nella sentenza scrive che «quando disciplina l’uso del territorio, il legislatore deve tener conto della necessità di dare risposta a questa esigenza e non può comunque ostacolare l’insediamento di attrezzature religiose». Il primo comma dichiarato incostituzionale prevedeva che l’apertura di un luogo di culto fosse vincolata a un Piano per le attrezzature religiose (Par), mentre il secondo comma “bocciato” obbligava  l’adozione del Par al Piano di governo del territorio (Pgt). Dinamiche che secondo la Consulta rendevano «assolutamente incerta e aleatoria la possibilità di realizzare nuovi luoghi di culto» per via della «necessaria contestualità e il carattere discrezionale del potere del Comune di procedere alla formazione del Pgt». I due commi combinati creavano una «forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio».

 

L’attacco di Matteo Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale accusando la consulta di essere «islamica». «Reciprocità e rispetto delle nostre leggi e regole, per aprire moschee e altri luoghi di culto, chiediamo troppo? – ha dichiarato il leader del Carroccio – Non si sente certo il bisogno di un’altra Consulta islamica». Più pacato il commento del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ammettendo di non essere a conoscenza nel dettaglio delle motivazioni della Consulta «sulla nostra legge» provvederà a studiarle «a fondo», poiché «la norma regionale intende contrastare chi non rispetta le regole e afferma e persegue i principi della sicurezza dei cittadini». Di diverso tono il commento dell’attuale sindaco di Milano Giuseppe Sala che evidenzia come «la cosa chiara è che la Costituzione va rispettata. Questa cosa viene espressa in maniera molto chiara». Priorità è quindi riscrivere la legge, sollecita Sala, e «rimediare a questo chiamiamolo errore, in realtà è qualcosa di diverso perché è una delle tante modalità di ottenere consenso politico». «Io non penso – ha aggiunto Sala – che si faccia del bene ai cittadini così. Si incrementano solo tensioni ed è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in un territorio come questo».

(Credits immagine di copertina: Pixabay License=

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