Lilli Gruber durante Otto e Mezzo: «Il nostro editore non ha mai interferito con la trasmissione»

di Redazione | 21/05/2020

Lilli Gruber
  • Mentre in trasmissione si stava parlando di FCA, Lilli Gruber fa una precisazione

  • E loda il suo editore Urbano Cairo

  • Afferma che, da editore puro, non è mai intervenuto su Otto e Mezzo

Mentre si stava parlando, nel corso della trasmissione Otto e Mezzo, della questione FCA e della garanzia da oltre 6 miliardi chiesta allo stato italiano sul prestito da Intesa San Paolo (come previsto dal decreto liquidità del governo) e mentre l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, Beppe Severgnini e Luca Telese stavano parlando di come Repubblica, il quotidiano acquistato dalla famiglia di John Elkann, stia affrontando l’argomento, arriva anche l’affondo della giornalista Lilli Gruber.

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Lilli Gruber elogia Cairo a Otto e Mezzo

La conduttrice della trasmissione si è lasciata andare a un lungo elogio del suo editore, Urbano Cairo, che oltre a essere proprietario di La7 è anche titolare del gruppo RCS ed è quindi anche l’editore di Beppe Severgnini che scrive sul Corriere della Sera: «Da otto anni – ha detto Lilli Gruber – Urbano Cairo è proprietario di questa emittente televisiva e devo dire che non ha mai interferito con il lavoro di Otto e Mezzo».

Il riferimento di Lilli Gruber a Cairo quando si parlava del caso FCA e del modo in cui è stato affrontato sui giornali

Lilli Gruber ha poi proseguito il suo ragionamento, dopo aver chiesto conferma di quanto stava affermando anche a Beppe Severgnini: «È un editore puro, se si eccettua il fatto di essere proprietario anche di una squadra di calcio – ha detto Lilli Gruber – e per questo motivo non interferisce con le sue pubblicazioni. In Italia ci sarebbe un bisogno maggiore di editori puri».

Insomma, un colpo abbastanza forte al pluralismo dell’informazione in Italia. L’elogio dell’editore in diretta è stato inserito in un punto molto particolare della trasmissione e in molti vi hanno visto una sorta di contraltare rispetto al gruppo editoriale GEDI e alla sua attuale gestione da parte della famiglia Elkann.