Le patatine migliori dei fast food, secondo il The Sun

di Gaia Mellone | 22/11/2018

  • Harry Niazi corre con il suo ristrante al National Fish & Chip Awards 2019

  • Insieme al The Sun ha stilato la classifica delle patatine migliori di tutti i fast food

  • Il vincitore può valere il viaggio

Sono spesso molli, poco saporite e nel complesso, una grande delusione. Ma il Junk Food è fatto di questo: grandi appetiti e poche soddisfazioni. In particolare modo, sono le patatine fritte ad essere argomento di discussione durante le abbuffate. Il  The Sun ha chiesto a Harry Niazi, candidato con il suo ristorante Olley’s Fish Experience alla vittoria per il National Fish & Chip Awards 2019, si è prestato a risolvere il grande enigma: quali sono le migliori?

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Le peggiori sono di Shake Shack

Buone notizie per noi, considerando che la catena non è presente nel nostro paese. La storia di Shake Shack è iniziata a New York nel 2004 con un carretto a Madison Square che serviva hot dog. Meglio attenersi ai panini a quanto pare. Secondo Harry Niazi, le tipiche patatine dal taglio increspato sono troppo «unte». «La base della confezione è macchiata di olio, di cui si sente troppo il sapore». La porzione è abbondante, 78 patatine, ma non basta: «hanno un buon sapore di patata, ma la consistenza è dominante». Voto: solo 2 stelle.

Basse anche le patatine di  KFC

Al penultimo posto si piazza Kentucky Fried Chicken, sigla KFC. Del resto la catena è specializzata e famosa per il pollo fritto, più che per i suoi contorni. «Nonostante la nuova ricetta, non mi hanno impressionato» sentenzia Niaz alla rivista che aveva lanciato la sfida proprio dopo il lancio delle nuovissime patatine della catena, che promettevano di essere «più spesse, più grosse, più saporite». Il giudizio di Niazi invece è davvero basso: «Sebbene siano molto morbide all’interno, non sono croccati all’esterno». La confezione è troppo abbondante (54 patatine), ma «si salvano per il sapore. Hanno un bel colore e mi aggrada che ora KFC le serva lasciando la buccia». Le stelle però, sono solo 3.

 

Le patatine fritte del McDonald’s

In media res si piazzano le patatine del fast food più diffuso: il McDonald’s. Una porzione include 59 patatine, servite nella loro «iconica confezione rossa e gialla, ancora bollenti e ovviamente appena tirate fuori dalla friggitrice» dice Harry Niazi. Nonostante abbiano «un bellissimo colore molto chiaro, che mostra che viene usato olio fresco e pulito», il sapore è «un po’ blando, perché sono molto sottili, ma sono piacevolmente insaporite e hanno un’ottima consistenza». Voto: 3 stelle e mezzo

Burger King e Nando’s a parimerito

Partiamo dalle brutte notizie: Nando’s in Italia non c’è. È una catena famosa per il pollo nata a Johannesburg, in Sudafrica. Le sue patate sono «un po’ più grandi di quelle che si trovano nella maggior parte dei fast food» sottolinea Niazi tracciando la differenza tra “chips” e “fries”. Resta il fatto che «Nando’s utilizza una patata migliore rispetto ai suoi concorrenti», con ottimi risultati in termini di sapore. Conquista quindi 4 stelle, così come il collega Burger King, diffusissimo anche da noi. 40 patatine a porzione, una tira l’altra. «Prima che me ne accorgessi, me le ero spazzolate tutte» dice Harry Niazi, che dice di essere rimasto molto colpito dalle «patatine veramente lunghe, e pochissime erano friabili». Bel colore, ottima stagionatura, «esterno croccante e interno soffice: patatine fritte da manuale». 

Buone notizie, il vincitore si può assaggiare anche in Italia

Purtroppo, a scalare la classifica e piazzarsi al primo posto con 5 stelle, è una catena che in Italia non è molto diffusa, ma c’è. Si tratta di Five Guys, che in Italia ha aperto solo a Milano in Corso Vittorio Emanuele II 37, e si vocifera che aprirà anche a Roma. È una delle catene più amate al mondo: 1500 punti vendita sparsi tra Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Spagna e Italia. Annualmente pare che fatturi 800 milioni di dollari con i suoi panini e i suoi fritti. E le patatine gli rendono giustizia. Intanto, vince con l’abbondanza: una porzione è composta da 124 patate fritte. «Adoro la buccia croccante che viene lasciata, rendendole anche un po’ più sane» dice Harry Niazi. Sane forse è un termine che contrasta un po’ con l’idea del junk food, ma certo sono patatine tracciate. Sui muri del ristorante vene detto ai clienti da dove arrivano i gustosi tuberi: «le mie arrivavano da Nottingham» dice al The Sun Harry, consegnando le 5 stelle alla catena. E buon appetito.

 

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