Lazzaro Felice 3° film dell’anno per il Guardian, un paradosso italiano

di Thomas Cardinali | 23/12/2019

Lazzaro Felice e il paradosso degli Oscar

L’Italia spesso e volentieri si è ritrovata a sbagliare scelta quando si è trattato di presentare un film nella corsa all’Oscar, da oggi anche Lazzaro Felice potrebbe aggiungersi alla lista dei rimpianti. Il caso più eclatante di tutti è senza dubbio “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese, vincitore del David di Donatello e diventato film con più remake al mondo scartato per il più politico Fuocoammare. I casi negli ultimi anni però sono stati molti, basti pensare anche a Dogman di Matteo Garrone. Il film è bellissimo, ma la storia non era propriamente delle più semplici per la critica americana e non è riuscita ad intercettare il gusto delle guild che si occupano di assegnare le nomination agli Oscar. Ben altri riconoscimenti sta ottenendo Lazzaro Felice, scartato proprio per lasciare spazio alla storia ispirata al “canaro”, che già era riuscito a vincere premi prestigiosi agli EFA e ora raggiunge un nuovo grandissimo risultato.

Non sarà certo come un Oscar, ma si chiude un anno straordinario per Alice Rohrwacher e tempesta, casa di produzione guidata da Carlo Cresto-Dina, dato che il prestigioso quotidiano britannico The Guardian ha posizionato Lazzaro Felice al terzo posto nella classifica dei film più belli rilasciati in Inghilterra nel 2019, subito dietro i meravigliosi “The Irishman” di Martin Scorsese e “Marriage Story” di Noa Baumbach:

Per noi è un onore e un insegnamento lavorare con Alice” – commenta da Londra il produttore Carlo Cresto-Dina –  “una delle voci più autentiche e sorprendenti del cinema internazionale. Fa parte ormai di un gruppo di autrici e autori che stanno disegnando il cinema mondiale di questi anni. Il fatto che molti di questi nomi oggi siano italiani, che siano seguiti all’estero forse ancora più che da noi, dovrebbe farci orgogliosi.”

 

Lazzaro Felice, Alice Rohrwacher e il paradosso del me too

lazzaro felice, oscar e me too
lazzaro felice, oscar e me too

Uscito negli UK ad Aprile con il titolo “Happy as Lazzaro”, il terzo film di Alice Rohrwacher continua a raccogliere importanti consensi,  sempre il The Guardian infatti l’ha inserito tra i 100 migliori film del 21° secolo mentre è la rivista specializzata Indiewire a eleggerlo come uno dei 100 titoli più importanti del decennio. I riconoscimenti per Lazzaro Felice, già Palma d’oro per la sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018,  non fanno che certificare i consensi internazionali di Alice Rohrwacher citata anche da Steven Spielberg  tra le registe donne migliori al mondo nel suo discorso di accettazione del David di Donatello alla carriera a Roma lo scorso anno. 

Ultimo giorno invece per la retrospettiva The Wonders del MoMA di New York , dove in questi giorni è stata presentata l’intera filmografia di Alice Rohrwacher,  prodotta da tempesta (Corpo CelesteLe MeraviglieLazzaro Felice), ennesima prova di come il nostro cinema sappia ancora farsi amare ed apprezzare. Intanto anche quest’anno “Il Traditore” è fuori dalla cinquina mentre film originali come “Il Primo Re” e “Martin Eden” sono rimasti a casa già ai nastri di partenza. Forse serviva solo un po’ di coraggio in più da parte dell’Anica per far si che film come questi due e Lazzaro Felice quantomeno avessero potuto conquistare una meritata cinquina, nell’era del me too fa sorridere che proprio noi non riusciamo a valorizzare i nostri talenti femminili più cristallini.

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