Con il decreto Cura Italia, la laurea in medicina diventa abilitante e si avranno 10mila medici in più

di Redazione | 16/03/2020

laurea in medicina
  • Il provvedimento è inserito nel decreto Cura Italia

  • Per i laureati in medicina non sarà necessario l'esame di abilitazione

  • Ciò permetterà di avere in poco tempo 10mila medici in più

Nessun esame di stato per i neolaureati in medicina. È uno degli effetti del decreto Cura Italia, che punta a rafforzare il Sistema sanitario nazionale, anche attraverso l’immissione in ruolo di nuovo personale specializzato. Pertanto, la laurea in medicina diventa abilitante dal momento dell’entrata in vigore del decreto stesso. Lo ha annunciato il ministro dell’Università Gaetano Manfredi che ha sottolineato come questa circostanza potrà portare, nel breve periodo, ad assumere ben 10mila camici bianchi in più per far fronte ai problemi di organico del sistema sanitario nazionale.

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Laurea in medicina diventa abilitante con il Cura Italia

«Questo significa – ha detto Manfredi – liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa diecimila medici fondamentale per far fronte alla carenza che lamentava il nostro Paese. Cogliamo questo momento di difficoltà per adeguarci per sempre e con positività anche alle esigenze di una società che cambia».

Ovviamente, non si avrà la possibilità di vedere immediatamente all’opera 10mila nuovi medici. Tuttavia, il decreto Cura Italia, come è stato ribattezzato dal governo, avrà il compito anche di allargare la visione d’insieme, portando alla luce tutti i problemi che, fino a questo momento, erano passati in secondo piano. Il sistema sanitario nazionale era stato sempre sottovalutato nella compilazione delle manovre economiche e, anche per questo motivo, l’emergenza coronavirus lo ha messo così in sofferenza.

Quello che si vuole fare con l’abilitazione dei laureati in medicina è esattamente rispondere a una delle tante sfaccettature del problema, ovvero la carenza di organico. Non si risolveranno altre annose questioni, come ad esempio quella dell’accesso alla facoltà di Medicina, ma l’idea è quella di approfittare del momento per avviare una riflessione più ampia sul ruolo della formazione medica in Italia.