La Spezia, parroco fa suonare le campane ‘a morto’ mentre viene presentato un libro di Altaforte

di Enzo Boldi | 18/05/2019

La Spezia, presentazione libro Altaforte

Mentre era in corso la presentazione pubblica di un libro edito da Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound e nel mirino delle critiche per la scelta della scrittrice di affidarsi all’azienda di Francesco Polacchi per produrre e distribuire il libro-intervista a Matteo Salvini, a La Spezia sono risuonate le campane ‘a morte’. Il gesto di protesta è stato portato avanti e rivendicato dal parroco della chiesa di Nostra Signora della Salute che ha inscenato questa disapprovazione civile.

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La casa editrice Altaforte stava presentando uno dei suoi volumi a pochi metri dalla Chiesa di Nostra Signora della Salute (a La Spezia) in una sala pubblica intitolata a un antifascista. Il parroco don Francesco Vannini ha confermato che si è trattato di «un gesto di protesta». La motivazione portata avanti dal sacerdote è molto profonda e richiama l’attenzione su tematiche che, ora, sembrano esser state messe in secondo piano:  «Oggi è morto quello spirito che ha pervaso questa città per moltissimi anni».

La Spezia, Altaforte presenta un libro in una sala dedicata a un antifascista

Per questo motivo ha deciso di portare avanti questo gesto di protesta civile, facendo suonare le campane ‘a morte’ a mo’ di provocazione, per risvegliare gli abitanti di La Spezia da quel torpore che ha portato la concessione di una sala intitolata a un antifascista all’editore che non ha mai nascosto la sua nostalgia per il fascismo e la sua adesione alle politiche di estrema destra di CasaPound.

Il parroco della chiesa vicina protesta facendo suonare le campane ‘a morte’

Nella chiesa di Nostra Signora della Salute «c’è uno spazio che durante la guerra serviva per salvare le persone in difficoltà – ha detto don Francesco Vannini all’Ansa -. Soldati inglesi, partigiani e famiglie, ma anche famiglie fasciste che rischiavano il linciaggio dopo la Liberazione». Fatti che sembrano esser stati dimenticati, così come è rimasto offuscato nelle memoria il simboli che rappresenta quella chiesa: «Al suo interno – ha detto don Francesco – vive la memoria di don Antonio Mori, parroco dell’epoca che nel 1944 fu arrestato perché contrario al regime fascista».

(foto di copertina: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)