La crisi di governo secondo gli italiani

Ci sono i giochi di Palazzo, le telefonate segrete, le dichiarazioni e le smentite, Poi, c’è il volere popolare. Non quello delle dirette Facebook e nemmeno del voto su Rousseau. Ipsos nei giorni della crisi ha rilevato che un italiano su tre è pronto ad andare alle elezioni, e che c’è solo un uomo attorno al quale si raccolgono tutti i consensi.

La crisi di governo secondo gli italiani

Agosto è stato un mese di crisi. Se prima era una serie di tira e molla e frecciatine via social, dal discorso di Giuseppe Conte in Senato in poi tutto è cambiato, non si è potuti tronare indietro. La crisi di governo è stata aperta formalmente dalle dimissioni di Conte, ma sostanzialmente da Matteo Salvini. Poi le trattative, le alleanze, le riaperture. In momenti così delicati le prese di posizione durano poco. Non sorprende allora che gli italiani non siano compatti, e sopratutto non si fidino dei leader politici. Secondo i dati raccolti da Ipsos infatti l’unica persona che riesce a raccogliere la fiducia italiana è l’arbitro della partita, Sergio Mattarella. È lui a raggiungere il 57% del sentimento di fiducia raccolto dalle analisi Ipsos. Una riconferma: i veri ribaltamenti stanno, non a sorpresa, nella fiducia ai politici.

Il premier dimissionario raccoglie un 52% dei consensi, contro il 36% di Matteo Salvini. Nota bene: a luglio, quando si respirava l’aria di un terremoto imminente, Conte godeva del 56% mentre il leader leghista del 51%. Su come uscire dalla crisi di governo, il 33% del Paese sceglie di tornare alle elezioni il prima possibile. Solo il 21% è favorevole al governo “mazinga“, l’alleanza tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, mentre un 11% vedrebbe con piacere una nuova edizione del governo gialloverde.

Ma tra speranza e realtà, ci sono di mezzo altre percentuali. Quando infatti Ipsos chiede agli italiani, al di là dei loro desideri, una previsione su come andrà a finire, il 26% risponde che l’alleanza giallorossa si farà e che durerà fino alla fine della legislatura. Solo il 21% crede che davvero si tornerà a votare subito, mentre un 17% azzarda che la consultazione elettorale avverrà tra un po’ dopo un governo istituzionale.

Ma cosa pensano gli italiani degli attori principali di questa crisi e del loro comportamento? Ipsos ha chiesto di valutare anche il comportamento dei protagonisti in queste ultime settimane. E si riconferma la grande stima del Paese verso il Presidente della Repubblica, che conquista il 65% delle valutazioni positive. Subito dietro c’è Giuseppe Conte, con il 52%, e poi Matteo Salvini con il 29%. Il leader del Carroccio quindi continua a battere, seppur per poco, Nicola Zingaretti (26%) e l’ex partner di governo Luigi Di Maio, che conquista un penultimo posto con 25% di valutazioni positive, a cui segue solo un Matteo Renzi con il 16%. Matteo Salvini quindi cala drasticamente, ma resiste ancora in posizione potente, tanto che il 36% degli intervistati pensa che al momento potrebbe ancora vincere le elezioni. Un dato che va incrociato con il consenso del partito tout court: la Lega infatti è ancora in testa alle preferenze con il 20%, seguita da Partito Democratico (15%) e Movimento 5 Stelle (14%). Il 41% invece, «non sa o non risponde». E in quel 41% c’è tutta la crisi.

(credits immagine di copertina: ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA/UFFICIO STAMPA QUIRINALE)

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