La polemica dei genitori che non possono portare i figli ai Beach Party di Jovanotti

di Gaia Mellone | 27/06/2019

La polemica dei genitori che non possono portare i figli ai Beach Party di Jovanotti
  • I Beach Party di Jovanotti sono diventati l'evento da non perdere dell'estate 2019

  • Molti genitori si sono lamentati di non poter portare i figli gratis al concerto

  • Il cantante ricorre a Facebook per fare chiarezza

La polemica dei genitori che vogliono portare i bambini gratis ai concerti di Jovanotti è purtroppo risultato di disattenzione, non degli organizzatori del concerto, bensì dei genitori stessi. È quanto emerge chiaramente dal lungo post pubblicato da Lorenzo Cherubini nel tentativo di spiegare ai suoi fan che no, i bambini sotto gli 8 anni non pagano il biglietto, ma devono comunque averne uno.

La polemica dei genitori che non possono portare i figli ai Beach Party di Jovanotti

«Ma non era una festa per la famiglia?» è il ritornello che Jovanotti ha in testa negli ultimi giorni, suo malgrado. Sono state moltissime le famiglie che hanno protestato contro quella che per loro è stata una «ingiustizia», ovvero di aver creduto di poter portare i figli sotto gli 8 anni ai Beach Party senza pagare il biglietto. La verità l’ha spiegata Jovanotti stesso: il biglietto è sì gratis, ma va comunque richiesto. «Esistono leggi specifiche sugli spettacoli con biglietto di ingresso che regolano l’accesso e nessuno può entrare senza, nemmeno un bambino. Occorreva una procedura per la loro identificazione e registrazione trattandosi di minori» scrive Lorenzo sulla sua pagina Facebook tentando di fare chiarezza su quanto accaduto. «La procedura da seguire per la richiesta del biglietto ai bambini è stata divulgata fin dai primi giorni di vendita dei biglietti» chiarisce Jovanotti, spiegandola immediatamente nel dettaglio: «In pratica per i bimbi sotto gli 8 anni, i genitori devono fare richiesta ed inviare una documentazione specifica e solo dopo viene accettata per iscritto la presenza del bambino con emissione regolare del titolo di ingresso, , in modo che gli accessi siano regolamentati secondo le indicazioni di pubblica sicurezza. È obbligatorio per i genitori e per gli organizzatori».

A ben vedere allora la colpa non è né di TicketOne né di Trident «che sin da subito hanno spiegato per filo e per segno le modalità» assolve Jovanotti. Semplicemente, sarebbe bastato leggere con più attenzione quelle tante e lunghe righe che precedono il tasto “acquista”, invece di fare «una lettura sommaria dei termini di partecipazione». Colpa anche, ammette Jovanotti, «della mancata informazione» dato che dopo la conferenza stampa, «i media, come normale che sia, hanno sommariamente riportato la notizia “bambini gratis”», ma con un po’ di attenzione in più nulla sarebbe successo: sono infatti 15mila, riporta Lorenzo Cherubini, i bambini che entreranno in maniera regolare e gratis. Jovanotti non vuole però deludere gli altri piccoli fan, colpevoli solo di genitori un po’ distratti, e fa sapere che sta cercando insieme a Trident di «fare tutto il possibile per aiutare chi ha sbagliato la procedura»

(Credits immagine di copertina: ANSA/CLAUDIO PERI)

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