La lista dei paesi per cui l’Italia riapre le frontiere, sì alla Cina (con condizioni) e no agli USA

di Ilaria Roncone | 30/06/2020

L’Unione Europea ha deciso di riaprire le frontiere a 15 paesi. Nella lista la Cina compare mentre gli Stati Uniti no, vista la delicata situazione che vede i contagi salire e rimanere fuori controllo. Roma ha risposto alle richiesta di Bruxelles – che ha domandato a ognuno dei paesi comunitari quali siano le nazioni ritenute sicure – per riaprire i confini da domani. Perché la decisione sia ufficiale mancano all’appello la risposta di altri due stati membri – Svezia e Polonia, secondo alcune fonti -.

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Come funziona la riapertura dell’Italia e dell’UE al resto del mondo

Fonti di governo fanno sapere – come riportano anche Huff Post e Repubblica – che l’Europa termina domani la chiusura al resto del mondo. Su quale base sono stati scelti gli stati a cui riaprire? Prevalentemente i criteri epidemiologici. I 15 paesi compresi nella lista saranno autorizzati a viaggiare in UE dal 1° luglio seppure la competenza sulla riapertura dei confini rimanga comunque in mano a ciascuno degli stati membri; quella data da Bruxelles sarà solo una lista che indica orientativamente e non è vincolante giuridicamente.

Frontiere aperte alla Cina solo se reciproco, no agli USA

La condizione per riaprire le frontiere alla Cina sarà la reciprocità – ovvero il fatto che anche la Cina riapra le sue frontiere agli europei -. Stop che si prolunga invece con Usa, Brasile e Russia (oltre a quelli di India, Turchia e Israele) vista la preoccupante situazione e i dati che arrivano da ognuno di questi paesi. I paesi più colpiti dalla pandemia rimangono fuori dall’elenco, che dovrebbe essere aggiornato con cadenza regolare – ogni due settimane – sulla base dell’andamento delle curve di ogni paese. Potranno tornare a viaggiare in Europa i cittadini provenienti da Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone , Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia e Uruguay.