Iran, primi arresti per l’aereo abbattuto. Rouhani: «Puniremo i responsabili»

di Gaia Mellone | 14/01/2020

Sono stati effettuati i primi arresti per l’abbattimento con un missile dell’aereo ucraino partito da Teheran l’8 gennaio e schiantatosi sul terreno pochi minuti dopo il decollo. Dopo l’ammissione dell’Iran di aver colpito per errore il velivolo, il presidente Hassan Rouhani ha richiesto alla magistratura di istituire un tribunale speciale per portare avanti le indagini.

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«L’Iran ha avviato un’indagine a tutto campo sull’aereo ucraino» ha dichiarato il portavoce della magistratura di Teheran Gholamhossein Esmaili aggiungendo che «alcune persone sono state arrestate in merito nelle ultime 72 ore». Non è stato indicato il numero preciso delle persone che sono state arrestate perché coinvolte nel lancio del missile che ha colpito l’aereo della Ukraine International Airlines, provocando la morte di tutti i passeggeri e dell’equipaggio a bordo. Esmail ha però confermato che le scatole nere del Boeing 737 verranno inviate in Francia per essere analizzate, dopo l’annuncio fatto negli scorsi giorni del coinvolgimento nelle indagini di esperti da Parigi.

La magistratura iraniana ha avviato indagini e interrogatori in collaborazione, tra gli altri,  anche con l’esercito e l’Organizzazione per l’aviazione civile. Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha anche richiesto l’istituzione di un «tribunale speciale» con «un giudice senior e decine di esperti». «Questo dossier – ha continuato Rouhani parlando dello schianto dell’aereo-  non riguarda un caso comune. Il mondo ci sta guardando». «È stato un errore imperdonabile e una sola persona non può essere l’unica responsabile dell’incidente aereo» ha continuato il presidente iraniano parlando alla tv di Stato, sottolineando però l’atteggiamento trasparente tenuto dalle forze armate che hanno ammesso «il loro errore».

Justin Trudeau: «Aereo abbattuto anche per via dell’escalation di violenza»

La richiesta di indagini approfondite è stata avanzata anche dai governi di Canada, Regno Unito, Ucraina, Svezia e Afghanistan, in rispetto della vita persa dai loro cittadini. In particolare Justin Trudeau, che è stato tra i primi premier internazionali a dichiarare di avere le prove che l’aereo fosse stato abbattuto da un missile anche se per errore, ha evidenziato come «se non ci fosse stata una escalation di recente nella regione, quei canadesi sarebbero a casa proprio adesso, con le loro famiglie». Parole affidate alla Global News TV, a cui ha anche aggiunto che il Canada non fosse stato messo a conoscenza in anticipo del raid organizzato contro Qassam Soleimani. «Gli Stati Uniti prendono le loro decisioni. Cerchiamo di lavorare come comunità internazionale sulle questioni più importanti – ha continuato il premier canadese-  Ma a volte i Paesi intraprendono azioni senza informare i loro alleati».

(credits immagine di copertina: from wikimedia commons)

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