Gli sciacalli sui social che provano a fare like e interazioni sulla tragedia di Casal Palocco
Si tratta di un fenomeno che, dal caso particolare dell'incidente di Casal Palocco, permette di ricostruire una dinamica social che deve essere analizzata

C’è un fenomeno a margine, conseguente a quello di tragedie come quella di Casal Palocco, che nasce e si consuma sui social e che dovrebbe preoccupare non poco. Partendo dal caso specifico proviamo ad analizzare quello che accade su TikTok o su Telegram quando un fatto come l’incidente TheBorderLine diventa virale e le persone generano contenuti di ogni tipo – anche il più becero, volto a fare battute e black humor di pessimo gusto quando ancora non si sono celebrati i funerali della vittima – con uno scopo solo: macinare like, commenti, follower – in poche parole – alzare l’engagement dei loro profili.
LEGGI ANCHE >>> Il canale Youtube TheBorderLine non monetizza più ma, giunti a questo punto, è sufficiente?
Gli hashtag sull’incidente TheBorderLine su TikTok
Facendo una ricerca per hashtag su TikTok appare evidente il traffico di contenuti, visualizzazioni e like legati ai contenuti che sfruttano questo hashtag: #borderlinetiktok conta 2,4 milioni di visualizzazioni. Facendo una ricerca con chiave borderline nella barra in cima, inoltre, troviamo tra i suggeriti: borderline video incidente con tanto di fiamma emoji alla fine, borderline lamborghini.
Al di là dei contenuti giornalistici, cliccando ci si trova di fronte a contenti parodistici di ogni tipo e non solo. In un servizio di Ore 14 – programma di approfondimento di Rai2 che analizza cronaca, attualità e politica partendo da un fatto del giorno – al minuto -1.01.00 circa (quando l’orario che compare vicino la scritta live è 14.22) si è visto come uno youtuber e tiktoker abbia raccontato di essere stato presente sul luogo dell’incidente in due video. Video che, come verificato da Repubblica e dai giornalisti di Rai2 stessi, non trova nessun tipo di riscontro nella realtà. I due contenuti, andando a cercare sul profilo del tiktoker che li ha pubblicati, non ci sono più.
E questo è solo uno dei tanti esempi che descrivono la tendenza a sfruttare qualsiasi tipo di trend e di viralità, poco importa – per tanti personaggi – la disgrazia che c’è alla base. Da chi vuole dire la sua senza avere specifiche competenze in merito a chi aggiorna in maniera compulsiva la home per render conto di ogni più piccolo cambiamento, si tratta di un meccanismo che porta tutti a “mangiare” dallo stesso piatto puntando al solito obiettivo: macinare views e rendersi appetibili per l’algoritmo.
La stessa cosa accade su Telegram

Abbiamo fatto un giro anche su Telegram e ci siamo resi conto, scrivendo theborderline nella barra di ricerca, di come esistano canali che promettono di fornire video e contenuti esclusivi dell’incidente. Tutte promesse fasulle, intendiamoci, che fungono però da esca per non poche persone che passano le giornate successive a un evento di questo tipo a cercare ogni genere di testimonianza, di contenuto, di immagine o analisi che sazi la loro fame morbosa.
