Anche Rfi iscritta nel registro degli indagati per l’incidente del Frecciarossa

di Enzo Boldi | 10/02/2020

incidente Frecciarossa
  • Gli inquirenti hanno già interrogato i cinque indagati

  • Oggi la Procura di Lodi ha iscritto nel registro anche Rfi

  • Il tutto per responsabilità aziendale sull'incidente Frecciarossa

Non solo i cinque operai che hanno effettuato l’intervento di manutenzione su quei binari all’altezza di Livraga. La procura di Lodi ha iscritto nel registro degli indagati anche Rfi (Rete ferroviaria italiana) nell’ambito dell’inchiesta per accertare le responsabilità che hanno portato all’incidente Frecciarossa della scorsa settimana, costato la vita ai due macchinisti e il ferimento di 31 passeggeri che viaggiavano a bordo del treno, partito da Milano Centrale e diretto alla stazione di Roma Termini, all’alba di giovedì 6 febbraio.

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La Procura di Lodi, in attesa degli ulteriori rilievi tecnici sul luogo dell’incidente Frecciarossa, ha anche scelto i nomi dei periti che dovranno effettuare tutte le analisi del caso su quello svio che ha provocato la morte dei due macchinisti giovedì scorso. Si tratta dello stesso team incaricato, nel gennaio del 2018, di verificare cosa accadde con l’incidente di Pioltello. Si tratta degli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico. Il loro lavoro sarà fondamentale, anche perché gli esami tecnici saranno irripetibili e la loro relazione sarà fondamentale durante il processo.

Incidente Frecciarossa, indagata anche Rfi

In attesa dei risultati e della relazione tecnica sull’incidente Frecciarossa, la Procura di Lodi ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati anche la Rete Ferroviaria Italiana. Alla società che cura le tratta coinvolta nell’incidente, viene contestata la violazione della legge 231/2001, quella che richiama le responsabilità aziendali per i reati (eventuali, in questo caso) commessi da suoi dipendenti.

I cinque dipendenti interrogati

Sono cinque gli operai già iscritti nel registro degli indagati e interrogati dagli inquirenti. Si tratta dei dipendenti che, la notte tra il 5 e il 6 di febbraio, avevano lavorato su quello snodo ferroviario che, qualche ora dopo, si sarebbe trasformato nel teatro delle tragedia. Loro hanno detto che tutto era stato riposizionato come in origine al termine dell’intervento di manutenzione.

(foto di copertina: da profilo Twitter dei Vigili del Fuoco)