Trump assolto dall’impeachment se la prende con Romney: «Doveva sconfiggere Obama, non attaccare me»

di Gianmichele Laino | 06/02/2020

impeachment Trump
  • Donald Trump era stato messo sotto impeachment per abuso di potere e ostruzione alla giustizia

  • Il presidente è stato assolto dal senato a maggioranza repubblicana

  • L'unico elefantino a votare contro Trump è stato l'ex candidato presidente Mitt Romney

La sentenza di impeachment Trump era già scritta. Assoluzione per il presidente Usa davanti al Senato a maggioranza repubblicana. 52 e 53 voti su 100 per le due accuse di impeachment (abuso di potere e ostruzione della giustizia). Ma non sarebbe bastata nemmeno la maggioranza semplice per condannare Donald Trump: i voti necessari sarebbero stati ben 67. Il numero uno della Casa Bianca è il terzo presidente messo in stato d’accusa che viene salvato dal voto di una delle due camere.

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Impeachment Trump, assolto dalle due accuse

Nel trionfo finale di Trump (che continua a incassare successi e che corre spedito verso la campagna elettorale che porterà gli Usa alle urne a fine 2020) c’è però una macchia. Quella di Mitt Romney, senatore repubblicano che, per quanto riguarda l’accusa di abuso di potere, ha votato in maniera difforme rispetto al suo partito.

Mitt Romney, lo ricorderete, è stato lo sfidante di Barack Obama nel 2012. In quella circostanza, non fece breccia nel cuore degli elettori, affascinati dal primo presidente afroamericano della storia del Paese. Non manca di ricordarglielo Donald Trump, che non gli riserva indifferenza, anzi sceglie di attaccarlo con l’arma che più gli torna semplice usare, quella di Twitter:

Impeachment Trump, il fastidio per il voto di Mitt Romney

«Se il già candidato presidente fallito Mitt Romney avesse messo la stessa energia e rabbia a sconfiggere Barack Obama di quella utilizzata contro di me, avrebbe potuto vincere le elezioni. Rileggi le trascrizioni!».

Una piccola macchia, quella di Romney, che tuttavia non va a inficiare il successo di Trump, che ha avuto il partito schierato (quasi) tutto dalla sua parte. Il voto dissidente lo infastidisce, ma non lo scalfisce e lui continua ad andare avanti verso quello che è il suo desiderio: «Presidente per sempre» – ha commentato. Ricordando vagamente la richiesta di pieni poteri fatta da qualcun altro, dall’altra parte dell’oceano.